LEONARDO DiCAPRIO FINISCE IN TRIBUNALE?

The Wolf of Wall Street non è piaciuto proprio a tutti. In particolare a non aver affatto gradito il film di Martin Scorsese è stato Andrew Greene, ex dirigente della Stratton Oakmont la società di brokeraggio ideata da Jordan Belfort.

Secondo Greene la produzione si sarebbe ispirata a lui per mettere in scena il personaggio di Nicky “Rugrat” Koskoff, interpretato da P.J. Byrne. Ricordate il socio di Jordan, ovvero DiCaprio, che indossa un toupee e ad un certo punto pronuncia la battuta: «Giuro su Dio, voglio strangolarlo a morte.»? Quella frase ha scatenato l’ira dell’ex manager che ha deciso di fare causa: alla Paramount; alla Red Granite Pictures; alla Appian Way Productions (proprietà dell’attore Premio Oscar) e alla Sikelia Productions. La battaglia legale va avanti da diverso tempo ma ora sul banco dei testimoni potrebbe comparire proprio Leonardo, così come ha stabilito il giudice Steven Locke.

Prima di decidere se ci siano o meno gli estremi per una diffamazione, il magistrato ha chiesto che DiCaprio fornisca una deposizione durante un’udienza. Al processo hanno già preso parte anche Martin Scorsese e lo sceneggiatore Terence Winter ma le loro testimonianze non sono state sufficienti per ed ora spetterà a Leonardo fare chiarezza sulla vicenda. Se Greene fosse riconosciuto come parte lesa, avrebbe diritto ad un risarcimento milionario.

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