“LEONI”: INTERVISTA A NERI MARCORÉ

Dal 5 febbraio esce al cinema Leoni di Pietro Parolin, commedia tagliente immersa nel Nord-est della crisi, ma anche dei furbetti che vorrebbero guadagnare facile e dello scollamento fra le generazioni. Il protagonista Neri Marcoré ci dice la sua sul film (e anche sul perché da tempo non lo vediamo in tv…)

Neri-MarcorèPer Neri Marcoré è un momento d’oro sul grande schermo. In questi giorni è al cinema come protagonista di Leoni, opera prima di Pietro Parolin, uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia. Da poco però l’abbiamo visto anche in Sei mai stata sulla Luna? di Paolo Genovese e il 19 marzo ricomparirà in Latin lover di Cristina Comencini. Non è affatto un caso, ci racconta l’attore. Da un bel po’ ha scelto di proseguire la strada del cinema piuttosto che quella della satira in tv. La sua ironia sferzante, però, resta intatta anche in sala. Lo dimostra proprio in Leoni, commedia tagliente in cui interpreta Gualtiero Cecchin, il rampollo di una ricca famiglia veneta. Il film è girato a Treviso, nel cuore del distretto produttivo del Veneto: tra chiese e capannoni sorge la grande villa dei Cecchin, dalla quale troneggia la vedova del patriarca, interpretata dall’eccezionale Piera Degli Esposti. Gualtiero, ha dissipato le ricchezze realizzate dal padre col sudore della fronte e non ha alcuna voglia di lavorare: la sua famiglia è così potente (tanto da poter spostare l’elezione di un vescovo e sapere tutti i segreti più nascosti della città) che l’uomo si sente un leone capace di sbranare il prossimo. Ma la crisi morde più forte di lui, e così Gualtiero s’inventa un espediente per guadagnare “schéi” facili, precipitando in un mare di guai.

Marcoré, Leoni è una commedia ma parla di crisi e furbetti: argomenti di stretta attualità…
La crisi è un elemento del quale non si può non tener conto in questi anni, ma la vera protagonista di questa storia è proprio la furbizia, il fatto che alcuni si sentano più scaltri di altri e pensino di poter fare affari passando sulla gente senza fare fatica. Salvo poi incontrare altri leoni nell’arena e scoprire che ce ne sono più forti o più cattivi dai quali bisogna difendersi, e passare a strategie diverse.
Chi è il suo Gualtiero Cecchin?
Un cialtrone, ma a volte ancha inconsapevole. Non è un personaggio sgradevole, nonostante moralmente non sia specchiato. È uno che a un certo punto sembra riconosce i propri errori e ha una trovata che gli consente di mettere in scacco tre personaggi negativi. Il regista forse voleva fare un ritratto di personaggi che vediamo attorno a noi: ci sono tanti che, pur andando contro la legge, non finiscono in galera. In questo senso è molto realistico.
LEONI - FOTO DI LUCA LAGO (4)L’ambientazione a Treviso richiama subito Signore e signori di Germi…
Per Gualtiero non ho avuto ispirazioni cinematografiche, se non dalla vita quotidiana. Signore e signori condivide con questo film solo il luogo. Lì eravamo nel pieno del boom, qui c’è la crisi. Lì regnava il perbenismo e una borghesia che sentiva di poter fare marachelle senza mettere in dubbio il proprio nome, che in provincia conta più che in città. Alcuni cliché del provincialismo ci sono, e non solo quelli veneti. Penisamo alla figura del vescovo nel film: nessuno si stupisce di vedere un vescovo che chiede la raccomandazione alla donna potente della zona, o un vigile urbano che, al di là della rispettabilità, nasconde degli aspetti di meschinità.
In tre mesi comparirà sul grande schermo tre volte: il cinema è diventata la sua prima attività…
È una scelta che ho fatto già qualche anno fa, quando ho deciso di staccare il piede dall’acceleratore della satira e della comicità perché mi interessava di più fare cinema, ficiton e teatro. Quindi certamente non è un caso. Ma non sono felice di uscire nel giro di tre mesi in film girati nell’arco di due anni: Leoni nell’ottobre 2013, Latin Lover nel giugno 2014, Sei mai stata sulla Luna? nel settembre 2014. Avrei preferito una distribuzione più rada. Ovviamente le strategie di mercato non le studiano gli attori.
Ci anticipa il suo personaggio in Latin Lover?
Le prime protagoniste del film sono le donne, le mogli dell’attore interpretato da Francesco Scianna. Da questre tre mogli ufficiali sono nate altrettante figlie, che arrivano da luoghi diversi. Io interpreto Walter, il fidanzato di una di loro, Susanna, interpretata da Angela Finocchiaro, nel film figlia di Rita, Virna Lisi, e sono anche il montatore dei film del grande attore. Anche se stiamo insieme da una vita, Susanna non vuole che questa relazione non è mai venuta a galla ufficialmente perché Susanna non vuole che sua mamma la scopra. E so delle cose che non dovrei sapere.
È l’ultima interpretazione di Virna Lisi…
È stata eccezionale. C’è una scena in cui, mezza ubriaca, ride e racconta cose importanti: una scena che sarà emblematica. La sua era una bravura con tante sfaccettature.
LEONI - FOTO DI LUCA LAGO (3)In Leoni recita gomito a gomito con un’altra grande attrice, Piera Degli Esposti…
Avevamo già recitato insieme in Tutti pazzi per amore: qui abbiamo affinato la nostra intesa. C’è stima reciproca, sia umanamente che professionalmente, siamo entrambi dotati di ironia.
Ha lavorato con Avati, Comencini, Ferrario, Sergio Rubini. C’è un modo di fare cinema che sente più suo?
Avati mi ha scelto per Il cuore altrove e gli sarò grato per tutta la vita per quel primo protagonista. Per il resto ci si sceglie sempre reciprocamente: non sono fra quelli che accettano qualsiasi lavoro. In una carriera la parte più difficile è proprio nelle scelte, in quello che si ritiene giusto per sé. Ho rifiutato tanti film per i quali non mi sentivo adatto. Per tutti quelli che ho fatto avevo invece una predisposizione positiva.
Da cosa dipende?
Pur nella diversità dei film che ho interpretato e nelle cifre che ogni regista utilizza, c’è comunque un elemento comune: il rispetto del cinema per com’era un tempo. Il cinema deve avere degli elementi di magia e di curiosità ben diversi da quelli che offre la televisione. Film in cui si fanno sketch da tv al cinema non sono cinema, anche se fanno in cassi enormi. Scelgo dove reputo ci sia una forma di autenticità.
Quindi non la rivedremo in televisione a breve…
Ormai le ultime uscite satiriche in tv risalgono un anno e mezzo fa da Fabio Fazio, anche lì in forma già ridotta. È da parecchio che ho girato la prua verso un’altra direzione, ma la rotta si vede sulla carta quando hai fatto un po’ di strada. Ora continuo scegliendo tra fiction e film come priorità, e poi teatro, al quale dedico almeno tre mesi l’anno, fra autunno e inverno. La televisione sicuramente regala molta popolarità, ma anche attraverso la fiction. Penso che ultimamente la tv abbia un po’ perso la bussola, ci sono programmazioni più casuali, meno progettualità rispetto a un tempo. Adesso si rischia molto poco. Quel tipo di televisione mi interessa meno e quindi non mi va di farne parte.

Elisa Grando

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