LISTEN TO ME MARLON

ID. (Usa, 2015) Regia Stevan Riley Interpreti Marlon Brando Etichetta Universal Dati tecnici Audio 5.1 Video 2.40:1 Edizione Inglese Sottotitoli Italiano Durata 1h e 35’   Listen to me Marlon

Questo splendido film è un autentico dono per chiunque ami il cinema e consideri Marlon Brando uno dei più grandi attori – se non il più grande – della storia del cinema. E non menziono il teatro perché purtroppo né io – né quasi certamente nessuno dei miei lettori – ha avuto la fortuna di assistere dal vivo a quel fenomeno incandescente che incendiò i teatri americani e in poco tempo cambiò per sempre l’idea stessa della recitazione. Brando, Montgomery Clift e James Dean segnarono un’epoca che non consentiva ritorno, nella ricerca esasperata di una nuova verità nell’affrontare i personaggi che – per assurdo – in precedenza sarebbe stata forse considerata non elegante, probabilmente addirittura volgare. Ma rispetto agli altri, Brando s’impose inizialmente con una sfacciata sensualità che rasentava la violenza, uno schiaffo in pieno viso al quale era difficile sottrarsi. Basterebbe la visione di Un tram che si chiama desiderio di Elia Kazan per convincersi che non esagero. Listen to Me Marlon, il documentario del regista inglese Stevan Riley in Blu-ray e Dvd per Universal, non vuole essere una biografia ma, attingendo da circa duecento ore di registrazioni audio inedite nelle quali Brando, privo d’interlocutore, ripercorre la propria vita, il regista compone un intricato mosaico affascinante e frammentario che ci restituisce l’essenza di un immenso talento e la disperazione di un uomo che non riuscì mai a superare i traumi di un’infanzia trascorsa con una madre alcolista e un padre violento. Filmati e foto, spesso mostrati per la prima volta, ci aiutano nella discesa all’interno di un artista segnato da un ego strabordante che non riuscì a superare il senso soffocante di inadeguatezza che lo accompagnò sempre. Seguiamo il tramonto della sua sbalorditiva bellezza e dell’amore per la recitazione, grazie alla quale poté evadere le sue paure, e che nel tempo lasciarono spazio al suo interesse per i diritti civili dei neri e dei nativi americani. Brando si rivolge a se stesso – da qui il titolo Listen to me Marlon BrandoMarlon, ovvero Ascoltami Marlon – e ricorre all’autoipnosi nel tentativo di ritrovare una pace interiore che solo Tahiti e i suoi abitanti incontaminati hanno potuto forse donargli, lontano dal clamore di un’eccessiva popolarità e dall’invadenza del pubblico e della stampa. Brando si autocommisera, si assolve da ogni accusa, ma resta per noi un enigma in costante mutamento. Ascoltiamo solo la sua voce e la sua versione dei fatti – alternata a pochi altri frammenti audio, come i brevi commenti di Bernardo Bertolucci. È Brando a guidarci nel proprio labirinto, lasciando fuori momenti e aspetti importanti della sua vita, come il rapporto con tanti dei suoi figli che non nomina e le numerose compagne/mogli, soffermandosi solo sul divorzio dalla prima e sul dramma che distrusse la vita dei due figli maggiori. O la delusione per l’insuccesso della sua unica regia, I due volti della vendetta, o ancora la sua accertata bisessualità. Una digitalizzazione del suo viso è usata come un ologramma che dà spesso un volto alla sua voce. L’effetto è struggente e sinistro, come se da una realtà oltre la morte, Brando ci chiedesse di accettarlo, capirlo. Forse addirittura amarlo. Un’esperienza imperdibile.

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