MY FRENCH FILM FESTIVAL: “À TROIS ON Y VA”

id. Francia, 2015 Regia Jérôme Bonnell Interpreti Anaïs Demoustier, Félix Moati, Sophie Verbeeck Sceneggiatura Jérôme Bonnell, Maël Piriou Produzione Rectangle Productions, Wild Bunch, Scope Pictures, France 3 Cinéma Durata 1h e 26′

La commedia romantica di Jérôme Bonnell racconta con intelligenza e leggerezza un amore a tre che stravolge il concetto di tradimento: guardatelo anche voi su www.myfrenchfilmfestival.com/it/ !

à trois on y vaLui, lei, l’altra: il cinema ci ha abituato a centinaia di triangoli amorosi. Ne racconta uno anche la commedia À trois on y va, in concorso al My French Film Festival 2016, che potete vedere anche voi registrandovi sul sito www.myfrenchfilmfestival.com fino al 18 febbraio. Il film di Jérôme Bonnell, però, svecchia la prassi raccontando la storia d’amore della giovane avvocatessa Mélodie (Anaïs Demoustier, già vista in Quai d’Orsay di Tavernier, La nuova amica di Ozon e Caprice di Emmanuel Mouret) con entrambe le parti di una coppia, la bella Charlotte (Sophie Verbeeck) e il fidanzato Micha (Félix Moati, candidato al Premio César come rivelazione dell’anno).

Mélodie ha una vita di corsa, sempre dentro il tribunale come avvocato d’ufficio, a volte impegnata a difendere clienti indifendibili, i due invece cercando di non far scucire troppo un rapporto già un po’ logoro, messo ancor di più a dura prova dal restauro della nuova casa. All’inizio Charlotte e Micha credono di essere gli unici amanti di Mélodie, e lei non rivela il doppio sentimento: il senso di colpa attanaglia tutti e tre, ma la passione in tutti i versi sembra inarrestabile. La verità verrà fuori poco a poco, con conseguenze imprevedibili.
à trois on y vaIl merito più grande del regista è riuscire a mostrare, senza reticenze, moralismi e giudizi imposti, quanto i sentimenti di ciascuno non seguano binari dritti e paralleli, ma possano confondersi, mischiarsi, anche duplicarsi.

Amare una persona, insomma, non toglie amore a un’altra: come in una sorta di Jules et Jim contemporaneo, il terzetto sviluppa un affiatamento centrifugo che spazza via i concetti tradizionali di fedeltà e tradimento. Quella di Bonnell è una “commedia sentimentale degli equivoci” dall’umorismo gentile, leggera ma non frivola, che ricorda un po’ Marivaux: tutto è centrato sui dialoghi e sul rapporto tra i personaggi, sembra che succeda poco, invece nel cuore dei protagonisti accade una vera rivoluzione.

Elisa Grando

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