“NOCTURNAL ANIMALS” IN TRE DOMANDE

Tubino nero e giacca nera.Amy Adams cambia look e torna al Palazzo del Cinema per presentare un altro film in concorso che la vede protagonista: Nocturnal Animals. Si tratta del secondo film dello stilista Tom Ford, che torna al Lido dopo che il suo lungometraggio d’esordio, A Single Man, era valso a Colin Firth la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile.

Il film, adattamento – scritto da Ford stesso – del romanzo Tony & Susan di Austin Wright, racconta la storia di una donna di successo (Amy Adams) che un giorno riceve il manoscritto dell’ex marito. Inizia la lettura di Animali Notturni (il titolo del manoscritto è il titolo del film) e ad immaginare la disavventure di Tony (Jake Gyllenhaal) e la sua famiglia. Sarà l’occasione per ripensare la propria vita e pentirsi di vecchie decisioni.

Al Lido oggi erano presenti il regista Tom Ford e gli attori Jake Gyllenhaal e Aaron Taylor-Johnson.

1) La prima domanda è per il regista. Come ha lavorato all’adattamento?

Tom Ford: Sono partito dal fatto che sarebbe stato impossibile riportare sullo schermo il libro esattamente come era scritto. L’opera di Wright è un dialogo interiore, tutto avviene solo nella testa di Susan. Per questo motivo il film è molto diverso dal romanzo.

2) Come sono stati coinvolti gli attori nel progetto?

Amy Adams: Quando mi è stato proposto il ruolo ho letto il copione e la sceneggiatura era così fluida che ne sono rimasta sorpresa. Poi ho capito subito che avrei voluto far parte di questa storia di dolore e rinuncia.

Jake Gyllenhaal: La prima cosa che mi ha colpito sono state le pagine del copione, proprio la carta su cui erano stampate le battute, che era rossa. Poi sono stato colpito dalla storia, che era una delle migliori mai lette nella mia carriera. Poi ho parlato con il regista e mi ha detto che questa era la sua storia, che doveva raccontarla. Quando qualcuno ti dice così non puoi che accettare il ruolo che ti sta offrendo

Aaron Taylor-Johnson: Io mi sento fortunato solo ad essere stato preso in considerazione. Quando ho parlato con Tom del mio ruolo ero stupito perché si trattava di qualcosa che non avevo mai preso in considerazione. È un tipo di persona che non conosco, con cui per fortuna non ho mai avuto niente a che fare.

3) È stato difficile immedesimarsi nei personaggi?

Amy Adams: All’inizio ho fatto fatica, non riuscivo a trovare nulla che mi piacesse del personaggio che avrei interpretato. Poi ho iniziato a pensare come Susan e Tom mi è stato di grande aiuto.

Jake Gyllenhaal: Il mio personaggio è un debole, non combatte per le persone che ama, è stato difficile immedesimarmi, perché io non mi sarei mai comportato come lui si comporta. Mi sono perciò focalizzato sulla metafora delle sue azioni.

Aaron Taylor-Johnson: sono un marito e un padre, è stata dura. Grazie a Tom che aveva una visione precisa del personaggio è stato più facile. E poi abbiamo fatto un sacco di ricerche psicologiche, non avevo solo a che fare con un uomo che fa paura ma che è anche carismatico e pericoloso nella sua imprevedibilità.

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