“ORANGE IS THE NEW BLACK”, TAYLOR SCHILLING E KATE MULGREW CI SVELANO I SEGRETI DELLO SHOW

Abbiamo incontrato due delle protagoniste più amate della serie tv, che proprio oggi è stata rinnovata per altre tre stagioni

kate mulgrew  orange is the new black«Buongiorno, come state? », grida con voce squillante Kate Mulgrew ormai nota in tutto il mondo come Red, il personaggio che interpreta nella serie Orange Is The New Black. Non ci aspettavamo che parlasse in italiano, ma non abbiamo nemmeno il tempo di rispondere perché subito l’attrice ci rivela: «Ho vissuto a Firenze quando ero giovane. Sono stata fidanzata con un uomo italiano. Stavamo quasi per sposarci, quando mi è stato proposto di girare un film in America. Gli dissi: “Posso andare? Torno negli Usa solo per questo lavoro, poi ci sposiamo e facciamo dei bambini”. Così sono partita, ma ho finito per innamorarmi del regista! ». Essendo così vulcanica e diretta, Mulgrew conquista il centro della scena, ma presto la collega Taylor Schilling, il volto di Piper Chapman nello show, le risponde ironica: Â«È una grande storia dovresti scriverla in un libro! ». Le due ridono divertite mentre a noi sembra di assistere ad una scena da piccolo schermo.

 

Taylor Schilling Orange is the new blackVedendole così complici ed affiatate non possiamo che chiederci se la stessa atmosfera si respiri anche sul set. «Assolutamente sì! », conferma Schilling. «Ci supportiamo a vicenda e tutti sono liberi di dare sfogo alla loro creatività. Condividiamo un’enorme passione ed un grande rispetto per il nostro lavoro. Inoltre ci accomuna un forte senso di gratitudine: non importa cosa stia accadendo, non contano nemmeno gli imprevisti che a volte possono capitare, ognuno di noi sa che è una grande fortuna fare parte di questo show. E poi dobbiamo ammetterlo: ci piace stare insieme e condividere il set ». Insomma cast e crew sono diventati una grande famiglia in cui ognuno contribuisce al successo di Orange Is The New Black, ormai giunto alla terza stagione mentre la quarta è già in lavorazione.

 

 


Orange is the new blackLe storie delle detenute nella prigione federale di Litchfield hanno conquistato il pubblico,
ma tutto ha avuto inizio da un libro di memorie scritto da Piper Kerman, ribattezzata Chapman nella finzione. Schilling quindi si è dovuta confrontare con un personaggio reale, una sfida non facile. «Io e la vera Piper ci siamo incontrate all’inizio della lavorazione dello show », ricorda Taylor. «Io ero davvero nervosa: temevo che potesse non approvare il mio lavoro o che si sentisse a disagio rispetto all’idea che avrei dato di lei recitando, ma mi sbagliavo. Dopo aver girato l’episodio pilota Piper è venuta sul set ogni giorno ed è stata davvero meravigliosa con me. Anche se c’è una cosa che voglio sempre sottolineare: per quanto il mio personaggio si ispiri ad una persona reale, bisogna ricordare che si tratta di due donne diverse, ognuna con una precisa identità ».

Orange is the new blackIn effetti c’è da sperarlo, considerando l’evoluzione di Piper: la biondina ingenua ha dimostrato una tempra d’acciaio, arrivando in breve tempo a scalare la gerarchia di potere tra le prigioniere. La forza, invece, è sempre stata la caratteristica predominante di Red che nel frattempo ha scoperto un lato più soft della sua personalità. «Credo che questa sia la qualità principale dello show », ammette Mulgrew, «C’è un costante lavoro di introspezione sui personaggi affinché rivelino la complessità della loro anima. Questo permette al pubblico di scoprire sempre qualcosa di nuovo ».


Orange is the new blackCosì la creatrice Jenji Kohan mette in risalto la profonda umanità dei protagonisti, rendendo però più labile il confine tra giusto e sbagliato.
«L’era televisiva in cui i buoni venivano premiati e i cattivi puniti per le loro azioni è finita », sostiene Kate, «La serie ti mette di fronte a ciò che accade nella realtà e non ad una sua versione edulcorata e semplicistica. Eliminata quella distinzione infantile, restano le persone, le loro storie e le esperienze che le hanno portate ad essere ciò che sono ». Dunque i pregiudizi e gli stereotipati ruoli femminili lasciano spazio ad un racconto più maturo. «Non fatevi ingannare », avverte però Schilling, «per uno show come Orange, ce ne sono 50 che ruotano attorno a figure maschili. Noi donne dobbiamo continuare a lavorare perché ci sia un vero cambiamento ».

Laura Molinari

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