ORGOGLIO E PREGIUDIZIO, RILEGGERE JANE AUSTEN IN TV

Una donna in età da matrimonio che non trova un buon partito è condannata al risentimento della famiglia, l’indignazione del mondo, la vergogna eterna. D’altro canto «è verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie». Il matrimonio non è questione di amore, ma solo di fortuna. Su queste rigide convinzioni si fondava la reputazione nell’Inghilterra rurale di fine ‘700. Joe Wright ci fa rivivere, questa sera su Canale 5, la storia della famiglia Bennet e delle sue cinque figlie in Orgoglio e pregiudizio con Keira Knightley, tratto dall’omonimo romanzo di Jane Austen.

Charles Bingley è un giovane aristocratico a cui non difettano le ricchezze e che affitta la tenuta vicina a quella dei Bennet, a cui non difettano invece le figlie da sposare. Una sera, durante una festa, Bingley fa il suo ingresso nella sala portando lo scompiglio tra le fanciulle del paese che desiderano un giro di danza e un buon partito. Accompagnato dall’altezzosa sorella e dal bello quanto presuntuoso Signor Darcy, Bingley si innamora perdutamente della primogenita dei Bennet, la timida e placida Jane. Diverso è per Darcy e la secondogenita Bennet, Lizzie, anime indomite poco inclini all’etichetta. Troppo orgogliosa lei, troppo prevenuto lui. Ciò che inizia con equivoci e incomprensioni però diventerà passione crescente fino a una bruciante alba nella brughiera. 

Il film di Joe Wright non è l’unico adattamento del romanzo pubblicato il 28 gennaio 1813. Il primo Orgoglio e pregiudizio fu quello di Robert Z. Leonard, con Laurence Olivier nel ruolo di Darcy e Greer Garson come Elizabeth, poi nel 1957 fu Daniele D’Anza a dirigere Franco Volpi nel ruolo di Darcy e Virna Lisi in Elizabeth, fino alla miniserie televisiva della BBC con Colin Firth nel ruolo di Darcy e Jennifer Ehle nel ruolo di Elizabeth. Una serie di altri remake ha raccontato la borghesia inglese al tempo del progresso economico che voleva conquistare il potere politico, sfidando le rigide divisioni di classe.  

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