RICORDANDO MICHAEL CIMINO

Jeff Bridges affida a Facebook il suo ricordo del grande Michael Cimino che gli ha lasciato un regalo per la vita. Il regista da poco scomparso scelse per il suo primo film, Una calibro 20 per lo specialista, Bridges che era allora un giovane attore all’inizio della sua carriera e molto insicuro delle proprie capacità. Oggi l’attore premio Oscar per Crazy Heart racconta quel suo primo set con “Mike” che gli spalancò le porte di Hollywood.     

«Nel 1973, Mike Cimino mi ha scelto per la parte di Lightfoot nel primo film che ha diretto, Una calibro 20 per lo specialista. Io ero solo all’inizio, ero come un bambino. Ricordo che ero nel Montana e mi chiedevo perché mi avesse scelto. Non mi sentivo per niente simile al personaggio che ero chiamato a interpretare. Mi sentivo inadeguato, indegno, confuso. Il giorno prima che iniziassero le riprese ho confessato tutto questo a Mike. Questo era il primo film di Mike, scritto anche da lui. Fu Clint Eastwood, star e produttore del film, a offrirgli questa opportunità. Mi dispiaceva per Mike. Questa era una grande svolta per lui, ed ecco che il giorno prima dell’inizio delle riprese, questo giovane attore spaventato che aveva un ruolo principale gli diceva che non sapeva se poteva farlo. Dopo una pausa non troppo lunga, Mike mi guardò e disse: “lo conosci quel gioco Tag?“. “Sì”, risposi io. “Bene…sei lui”, Mike mi disse».

«Continuò a dire che quel ragazzo, Lightfoot, non era altro che me, che non potevo sbagliare anche se avessi voluto. Non ho mai dimenticato quelle indicazioni che i giovane regista mi ha dato nel suo primo film, quel regalo di fiducia. Spesso lo richiamo alla mente quando sopraggiunge quel senso di inadeguatezza, quel senso di non meritare ciò che mi viene offerto. Mi ricorderò di divertirmi a quel gioco che si chiama Tag. Dopo pochi anni, dopo che Mike ha vinto un Academy Award per la regia di Il cacciatore, mi ha scelto di nuovo per un altro film. Ora lui era un vincitore di Award, e insieme a Coppola, Bogdanovich e Scorsese, un Hollywood darling, incoraggiato a fare qualsiasi film volesse. I cancelli del cielo era quello che aveva in mente. Io fui scelto per il ruolo di John Bridges. I molti mesi di riprese nel Montana furono un’esperienza. Quando uscì I cancelli del cielo, molti critici lo definirono un disastro. Bene, è la loro opinione. Per me e molti altri è un capolavoro e cresce in bellezza ogni volta che lo vedo.

L’attore ha quindi concluso il suo omaggio con altre parole di elogio e gratitudine per il cineasta: «Michael Cimino fu uno splendido regista. Lavorare con lui è stato un grande piacere e onore, un vero colpo di fortuna, una benedizione. Mi mancherai, Mike». Ovviamente il post ha ricevuto centinaia di like da parte dei fan dell’attore, a dimostrazione che la grandezza di Cimino era nota tra gli addetti ai lavori ma anche al pubblico che ha amato molto l’opera di uno dei registi più fuori dagli schemi di Hollywood.

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