ROMAFICTIONFEST: “GLITCH” RITORNO DAL NULLA

Miniserie australiana ambientata nella fittizia cittadina di Yoorana, Glitch, presentata in Concorso al RomaFictionFest, indaga l’animo umano e il rapporto vita/morte attraverso le storie di sei personaggi tornati in vita dopo essere deceduti in epoche diverse

GlitchGià dalla sigla, uno sfondo nero nel quale dettagli di fiori appassiti tornano al loro splendore iniziale fatto di forme armoniose e colori vivaci, lo spettatore può intuire facilmente quale sarà il leitmotiv che caratterizzerà Glitch, mini-serie drammatica suddivisa in sei capitoli presentata in concorso in questa nona edizione del RomaFictionFest. Ambientata nella fittizia cittadina di Yoorana, tutta fattorie e piccoli negozi a conduzione familiare, la serie, ideata da (The Slap), indaga l’animo umano e il rapporto vita/morte attraverso le storie di sei personaggi tornati in vita dopo essere deceduti in epoche diverse. E se come spettatori il pensiero subito corre a Les Revenants, l’ottima serie francese ideata da Fabrice Gobert nonché adattamento del film, Quelli che ritornano, diretto nel 2004 da Robin Campillo, con Glitch non ci troviamo difronte ad una sua semplice copia carbone in salsa australiana.

GlitchScritta da Louise Fox, Kris Mrksa, Gulia Sandler e diretta da Emma Freeman, Glithc, già dal pilot mostra di avere una sua identità, sebbene non manchino delle incertezze che potrebbero farsi più o meno evidenti nel corso degli episodi successivi. Se in Les Revenants i personaggi risorti riappaiono letteralmente dal nulla, qui ci troviamo difronte una sequenza iniziale resa visivamente ancor più potente dai sei protagonisti completamente nudi, sporchi di fango, che escono dalla terra che fino a quel momento custodiva i loro corpi. Non c’è nulla di splatter in queste immagini, anzi. L’intento è quello di mostrare lo spaesamento e la paura di queste persone, inconsapevoli di cosa stia succedendo loro, aiutate dall’agente di polizia James Hayes (Patrick Brammall) e dal medico locale Elishia McKellar (Genevieve O’Reilly), con i quali proveranno a scoprire il perché del loro ritorno.

GlitchAlternando momenti drammatici a sequenze comiche, affidate nella quasi totalità ad uno dei sei redivivi, un’irlandese dedito alla bottiglia e dal vocabolario colorito che scoprirà essere stato il primo sindaco di Yoorana riconoscendosi in un busto commemorativo della cittadina, Glitch, gioca con i salti temporali mostrandoci brevi flashbacks del passato dei protagonisti, spesso scaturiti dalla visione di un’oggetto o di un luogo. Schegge di vita che serviranno a mostrare i collegamenti tra questi sei esseri umani, strumenti nelle mani degli sceneggiatori per fornire, al di là della trama dai contorni fantascientifici, una riflessione sul senso della vita e della morte.

Manuela Santacatterina

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