RON HOWARD: “DOPO LA MIA VERITÀ SU MOBY DICK VI STUPIRÒ CON THE GIRL BEFORE”

heart of the seaCaccia all’uomo. Da parte della balena grigia e monumentale. Non è Moby Dick, attenzione, è il capodoglio che nel 1820 frantumò e affondò la baleniera Essex e alla cui vicenda vera si ispirò Herman Melville, per il suo romanzo-capolavoro. Ne racconta le gesta, ovviamente in 3D, Heart of the sea – le origini di Moby Dick, il film diretto da Ron Howard e interpretato da Chris Hemsworth nei panni del primo ufficiale Owen Chase, che uscirà in prima mondiale il 3 dicembre in Italia e l’11 negli Usa. Il regista di Splash, Apollo 13, A beautiful mind e Codice da Vinci, che nel frattempo ha concluso anche le riprese di Inferno, girato in buona parte in Italia, ha incontrato la stampa a Milano. «Il suo film si può definire un revenge movie? » gli chiedo «La vendetta dell’animale contro l’ossessione degli uomini che danno la caccia alle balene per stivare ettolitri di prezioso olio ricavato dai loro corpi svuotati?. In fondo sì » risponde il regista «ma la mia balena non è Lo squalo di Spielberg, non è un killer, assomiglia piuttosto a King Kong, una bestia ferita che reagisce con rabbia e violenza alle vessazioni dei cacciatori, è la rivolta della natura contro l’avidità del progresso. I balenieri di Nantucket (ricostruita in studio a Leavesden, Londra) stavano in mare per mesi all’inseguimento di quel prezioso olio di balena che serviva per lampade, candele, insomma garantiva l’energia necessaria all’alba del mondo industriale. C’è un evidente parallelo, dichiarato nel film, con le guerre scatenate in nome del petrolio e gli stessi resoconti d’epoca sottolineano la sorpresa e lo sgomento di fronte alla violenza con cui la gigantesca balena si avventava contro la barca, furiosa. Ciò che racconto è il disequilibrio tra evoluzione e natura, ho trovato interessante la modernità di questa storia lontana, ma rimasta nella mitologia americana ». Ron Howard, che ha scoperto la vicenda reale (e il bellissimo libro che la racconta Nel cuore dell’Oceano – Il naufragio della baleniera Essex di Nathaniel Philbrick ) grazie allo stesso Hemsworth sul set di Rush, mette in campo ogni sinergia possibile tra narrazione classica, scene girate nelle piscine o al largo delle Canarie e potenza della computer graphic grazie alla quale è stato ricostruito l’immenso capodoglio.

heart f the sea2L’effetto delle scene di caccia e il successivo vagare disperato fra fame e cannibalismo dei sopravvissuti al largo di Capo Horn, è prepotente. «Ho voluto girare quei momenti come un reportage sportivo, la macchina da presa è sempre in mezzo all’azione, assume il punto di vista umano. Anche se ho girato Willow e sono andato nello spazio con Apollo 13, non sono un fan scatenato degli effetti digitali o dell’uso fantasy, futurista, delle possibilità tecnologiche. Un film come Inception mi piace, ma non è quello il mio universo. Fin da ragazzino, fin dai miei primi passi sul set, ad affascinarmi sono le storie, lo storytelling, il confronto e la sfida tra umani, come in questo caso il rapporto complesso tra il capitano di buona famiglia George Pollard (Benjamin Walker) e il primo ufficiale Chase, talentuoso, ambizioso, ma penalizzato dalla sua origine umile. Narrare mi piace, in questo senso mi considero un “classico”. Non mi lascio affascinare dalle infinite possibilità delle nuove tecnologie. Ad esempio nella ricostruzione digitale della balena, abbiamo chiesto che ogni passo avanti nella costruzione della “creatura” fosse certificato dall’istituto di ricerca marina. Soprattutto non volevo una balena hollywoodiana! ». Howard, oggi sessantenne, ha conservato, se non il ciuffo, di certo lo spirito “all american” di Richie in Happy Days, lo stesso stupore «la stessa inesauribile passione per il mestiere, quasi un’ossessione ».

IN THE HEART OF THE SEAE non smentisce la fame di bravo ragazzo, tanto che a chi gli chiede cosa sia per lui la paura, tema fondante di Moby Dick, pur in questi tempi duri, risponde: «Il timore supremo è che accada qualcosa alla mia famiglia (ha 3 figli Ndr). E poi ho grande paura di commettere errori irreversibili nel mio lavoro. Finora mi pare di averli schivati » sorride. Le radici del modello americano restano un punto di riferimento della sua ricerca, «mi è piaciuto far rivivere Nantucket, un luogo all’avanguardia nell’800, dove si avvertiva il fremito del progresso e dove le donne, sole per mesi mentre i balenieri erano a caccia, avevano le redini dell’economia e il segregazionismo era messo in angolo perchè la popolazione di colore guadagnava spazio e considerazione ».
Per Ron Howard, insomma, cuore che batte per la grande tradizione hollywoodiana, ma anche desiderio di spingersi oltre, come i suoi balenieri e cosmonauti, tentare imprese impossibili come il set di Heart of the sea e infine ripiegare verso altri lidi. Il prossimo film, annuncia, «sarà diversissimo dai miei film precedenti: si intitola The girl before, tratta dell’ossessione di una donna per una casa minimalista dove qualcosa di terribile, si scoprirà, è successo anni prima.Â È un mistery, uno psico-thriller dal risvolto fortemente erotico, qualcosa che da me non vi aspettereste, che non ho osato prima. Ma cambiare, oltre che affascinante, è necessario ».

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