SPECIALE KEN LOACH: IL CINEMA CHE DÀ VOCE ALLA LIBERTÀ

In occasione dell’uscita di Jimmy’s Hall, ultima pellicola diretta da Ken Loach e presentata in concorso al Festival di Cannes, ripercorriamo la filmografia del regista inglese da sempre improntata al sociale

Ken Loach
Ken Loach

A due anni da La parte degli angeli, commedia dal retrogusto dolce e caramellato come le note aromatiche del pregiato whisky che i protagonisti decidono di rubare per dare una svolta alle loro vite, con Jimmy’s Hall Ken Loach è tornato alla regia per raccontare la vera storia, ambientata nell’Irlanda del 1932, di Jimmy Gralton. Comunista e rivoluzionario, Jimmy, trova nella danza e nelle note jazz dei dischi importati d’oltreoceano il mezzo per combattere l’egemonia e la visione conservatrice del potere politico e clericale della contea di Leitrim nella quale riapre la sala da ballo, dove costruire un’alternativa socioculturale alla dura formazione cattolica del tempo, che era stato costretto a chiudere dieci anni prima per fuggire negli Stati Uniti da un Paese dove stava per scoppiare la guerra civile. Presentato in concorso alla 67ª edizione del Festiva di Cannes, Jimmy’s Hall, segna il ritorno del regista nell’Irlanda del suo acclamato Il vento che accarezza l’erba, per raccontarci ancora una volta una storia di resistenza dove avvenimenti reali e finzione si intrecciano, con l’obiettivo di mostrare individui straordinariamente ordinari rivoltarsi contro le costrizioni imposte da un potere cieco e ottuso.

La parte degli angeli
La parte degli angeli

Tutto il cinema di Loach è basato sul mostrare il tentativo, o il fallimento, di una ribellione da parte di soggetti del ceto basso della società nei confronti di un potere superiore, spesso incapace di includere e sostenere gli elementi più deboli o supportare e rispettare un pensiero diverso. Figlio di operai, Ken il Rosso, ha speso la sua intera carriera cinematografica per raccontare le miserie umane, professionali e sentimentali di chi spesso si vede negare il diritto alla parola. Proletari, disoccupati, precari, immigrati, sono le creature fragili che popolano le pellicole del regista inglese, immortalati nel loro sforzo di alzare la testa e combattere per avere una rivalsa (La parte degli angeli) o fotografati nella sconfitta, nella disfatta (Piovono pietre, Ladybird Ladybird, Family Life) . Senza mai dimenticare l’ironia o la leggerezza, Loach, ha creato un universo filmico fatto di personaggi con una forte aderenza al reale, scegliendo spesso attori non professionisti e girando le sue pellicole in ordine cronologico per permettere ai suoi interpreti di calarsi con maggiore naturalezza e credibilità nel ruolo che erano chiamati a far vivere sul grande schermo (non è un caso dunque che il Vittorio De Sica di Umberto D e Ladri di biciclette si considerato da Loach una fonte d’ispirazione).

Un bacio appassionato
Un bacio appassionato

Dopo aver debuttato alla regia per la BBC con The Wednesday Play, una serie di docu-drama incentrati sul ceto medio e la classe operaia inglese, Loach aderisce, con i suoi primi lungometraggi, alla corrente del Free Cinema (movimento culturale e sociale degli anni ’60, politicamente orientato a sinistra), svelando, con Poor Cow e Kes, i temi che avrebbero caratterizzato la sua carriera registica. Politicamente attivo non solo attraverso le sue opere, Loach ricopre da sempre il ruolo di grillo parlante della coscienza sociale inglese e non solo, offrendo il suo punto di vista e la sua analisi su argomenti spinosi come il lascito dell’era thatcheriana o il conflitto israeliano-palestinese, offrendosi come garante per Juliane Assange fino a rifiutarsi di ritirare il premio del Torino Film Festival come segno di protesta e supporto dei dipendenti, ingiustamente licenziati, del Museo Nazionale del Cinema incastonato all’interno della Mole.

Il mio amico Eric
Il mio amico Eric

Jimmy, l’ultimo eroe in ordine di tempo ad essere strumento di denuncia nelle mani di Loach, che, con i suoi dischi ed un grammofono lotta per sé stesso e la sua gente, è l’insieme dei temi e dei registri adottati dal cineasta. Jimmy’s Hall, scritto dal collega di lunga data Paul Laverty, è un film storico (Terrà e Libertà, Il vento che accarezza l’erba), che si muove, al tempo stesso, tra racconto sentimentale, grazie all’amore vissuto da lontano tra Jimmy e Oonagh (Un bacio appassionato) ed impegno sociale e politico (Bread and Roses), nel quale trovano spazio momenti di delicatezza e ironia (Il mio amico Eric).

Manuela Santacatterina

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