“SUBURRA”: DA DOMANI IN SALA L’ESPLOSIVO FILM DI STEFANO SOLLIMA

Potere e malavita, corruzione e denaro: dopo Romanzo criminale e Gomorra, Stefano Sollima racconta Suburra, il film su Roma e il Potere, inquietantemente vicino alle recenti vicende di cronaca, che va alla ricerca delle radici del male percorrendo quattro binari principali affidati a diversi protagonisti 

SuburraGli affari sporchi di una Roma sguaiata nelle mani del malaffare politico, economico e criminale. Sesso, droga e soldi facili che passano tra mondi solo apparentemente distanti. La decadenza morale e sociale in un intreccio di famelici poteri collusi che divorano la città dalle fondamenta, innestandosi nella vita civile. Tutto quello che è accaduto nella realtà ed è emerso nell’inchiesta Roma Capitale è scritto in Suburra di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini (Einaudi), che prosegue il racconto iniziato con Romanzo criminale e con il prequel Io sono il Libanese. Ora arriva sullo schermo grazie a Stefano Sollima, che già con ACAB e le serie Romanzo criminale e Gomorra (in preparazione la seconda stagione) ha raccontato storie di ordinaria violenza e miseria, frutto della fantasia ma straordinariamente ancorate alla realtà, capaci di riflettere sulla società del nostro tempo con il fardello di cronache giudiziarie.

SuburraQuasi un gangster movie, Suburra – prodotto da Cattleya, sceneggiato da Stefano Rulli e Sandro Petraglia – rielabora parte dell’intreccio del romanzo di origine pur conservandone lo spirito e va alla ricerca delle radici del male percorrendo quattro binari principali affidati a diversi protagonisti. Filippo Malgradi (Piefrancesco Favino) è il rappresentante di una politica sprovvista degli anticorpi necessari a resistere alle tentazioni della criminalità da basso impero e alle sue infiltrazioni. Sebastiano (Elio Germano), figlio di un costruttore, superficiale e gaudente, ama la bella vita, si sente il più furbo di tutti, non ha nessuna intenzione di scendere dalla meravigliosa giostra sulla quale è salito e favorisce la comunicazione tra alto e basso. Samurai (Claudio Amendola), l’ultimo della banda della Magliana e re di Roma, controlla la strada e le stanze del potere, per conservare tutto quello che ha. Numero 8 (Alessandro Borghi, appena visto in sala in Non essere cattivo di Claudio Caligari), rampollo di una famiglia di criminali, vorrebbe trasformare Ostia in una sorta di Las Vegas, capitale del divertimento e del riciclaggio del denaro sporco. Nel cast anche Greta Scarano, Jean-Hugues Anglade e Giulia Elettra Gorietti.

SuburraLa storia si svolge alla vigilia dell’approvazione di una legge, nei sette giorni che precedono il crollo di un’epoca della Repubblica, tra il centro storico, Montecitorio, Palazzo Chigi, il Vaticano, via Tuscolana e la zona del litorale. Il Grande Progetto dei protagonisti è quello di seppellire sotto una colata di cemento le periferie della città. Molte le scene spettacolari e d’azione, tra manifestazioni pubbliche con migliaia di comparse, un grandioso incendio in uno stabilimento di Ostia, la sparatoria in un supermercato, esplosioni, rapine, momenti chiave dove i diversi mondi di Roma si mescolano. E poi c’è la pioggia, insistente, torrenziale, che finisce per allagare la città e sommergere i suoi monumenti in scene che rimandano a una sorta di apocalittica resa dei conti.

Alessandra De Luca

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