“TENERAMENTE FOLLE”: LA RECENSIONE

Infinitely Polar Bear, Usa, 2014 Regia Maya Forbes Interpreti Mark Ruffalo, Zoe Saldana, Imogene Wolodarsky, Ashley Aufderheide Sceneggiatura Maya Forbes Produzione Wally Wolodarsky, Benji Kohn, Bingo Gubelmann, Sam Bisbee, Galt Niederhoffer Distribuzione Good Films Durata 1h e 28′

In sala dal 

18 giugno

Boston, 1978. Mentre molti padri trascorrono le loro giornate al lavoro, Cameron Stuart di dedica a strampalate attività. La sua famiglia sopravvive grazie ai ricchi genitori dell’uomo, affetto da disturbo bipolare e incapace di costruire intorno a sé una vita normale. La moglie Maggie, afroamericana, lo ha allontanato da casa a causa della sua inaffidabilità, ma poi, spinta dal desiderio di dare un futuro migliore alle figlie Amelia e Faith, decide di iscriversi a un corso di economia e di trasferirsi per qualche tempo a New York. Sarà Cameron ad occuparsi a tempo pieno delle ragazze, le quali non gi renderanno la vita facile.

La neo-regista Maya Forbes, erede di un impero editoriale (celebre la rivista che pubblica ogni anno la classifica degli uomini più ricchi del pianeta) e con quindici anni di sceneggiature alle spalle, attinge a piene mani alla propria biografia. Quando aveva sei anni infatti suo padre fu colpito da una serie di crisi depressive e i genitori si separarono. Ma poi fu proprio l’uomo a occuparsi di lei e sua sorella mentre la madre costruiva la sua carriera iscrivendosi alla Columbia Business School di New York. Nel film la disperata Maggie compie una scelta rischiosa, perché Cameron adora quelle ragazzine, ma l’organizzazione della vita quotidiana con il suo bagaglio di conflitti da gestire è una faccenda più complessa e richiede una responsabilità genitoriale che spesso l’uomo abbandona in nome delle proprie eccentricità.

La Forbes dosa sapientemente commozione e divertimento puntando molto sull’ironia attraverso cui osserva un tema spinoso come la malattia mentale, raccontandola con sensibilità e leggerezza al tempo stesso. Siamo pronti a scommettere che nella realtà le cose non sono state così divertenti, la regista stessa ha ricordato quanto furiose fossero lei e sua sorella e quanto si vergognassero del modo in cui vivevano. Eppure alla fine quella follia ha funzionato e i quattro sono diventati una famiglia, anche se niente affatto convenzionale, in linea anche con i mutamenti sociali in un’America che cominciava a interrogarsi sul concetto di normalità. Triste, divertente, autentico e pieno di calore: questi dovevano essere i punti fermi della sceneggiatura. Se è chiaro che alcune delle esperienze realmente vissute dalla regista sono state addolcite, complice anche la bella colonna sonora anni Settanta, rese più esilarati dall’irresistibile performance del carismatico Mark Ruffalo, è altrettanto tangibile l’affetto con il quale la Forbes impasta la sua materia, il rispetto profondo che nutre per il padre, ora deceduto, la dolcezza e la grazia che colorano di rosa i suoi ricordi di bambina. E a commuovere è proprio l’amore che avvolge e protegge Cameron in un bozzolo di tenerezza dal quale è impossibile non restare travolti. Nei panni della primogenita troviamo Imogene Wolodarsky, figlia della stessa regista.

Alessandra De Luca

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