The Mission, il film in realtà virtuale

di Marco Consoli

Si intitola The Mission il primo film che si potrà sperimentare con la realtà virtuale. A produrlo è Jaunt, società che ha messo a punto una dispositivo di ripresa con cui ci si potrà immergere nelle immagini filmate. In pratica si tratta di un marchingegno circolare su cui sono posizionati tanti obiettivi, la cui totalità è in grado, da qualsiasi punto in cui la “telecamera” viene piazzata, di riprendere la realtà a 360 gradi, creando un video navigabile, dove sarà l’utente a scegliere dove guardare.

Il film girato in California da Matthew Gratzner, già creatore degli effetti visivi di  pellicole spettacolari come Iron Man ed Hancock, descrive la missione di un gruppo di paracadutisti americani lanciatisi oltre le linee russe e fatti prigionieri dai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Una chicca sarà la ripresa di un lancio col paracadute che chi guarda potrà sperimentare come se si lanciasse davvero. Una volta completato The Mission potrà essere sperimentato attraverso visori di realtà virtuale come Oculus Rift, che dovrebbe arrivare sul mercato entro il 2015.

Rispetto ai videogame, dove chi gioca può scegliere non solo in che direzione guardare ma anche il punto dello spazio da cui farlo, nel film sarà il regista a posizionare la telecamera e allo spettatore resterà la possibilità di muovere lo sguardo intorno. Come per il 3D, che ha richiesto un periodo di adattamento dei registi per inventare una nuova grammatica narrativa, è probabile che ci vorrà del tempo per capire come rendere efficace l’utilizzo della realtà virtuale in un medium passivo come il cinema, rendendolo più vicino a un’esperienza reale. Anche se qualche ipotesi si può fare: ad esempio in un interrogatorio il regista potrebbe farci vivere la soggettiva dell’arrestato, con la possibilità di guardare più poliziotti presenti nella stanza e non completamente inclusi nel campo visivo.

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