‘THE NEON DEMON’, INTERVISTA A NICOLAS WINDING REFN: “IL CINEMA ONLINE È IL NUOVO ORIZZONTE”

Abbiamo incontrato a Parigi Nicolas Winding Refn, in questi giorni giurato del MyFrenchFilmFestival: ci ha raccontato il suo nuovo film The Neon Demon. E cosa pensa dei film sul web: “È un nuovo orizzonte: il cinema europeo deve capire come muoversi sulle nuove piattaforme, altrimenti verrà dimenticato”

DI PIERA DETASSIS

Corporate Unifrance - Soirée d'ouverture de la 6ème édition de " My French Film Festival " à la Tour Eiffel à Paris
Nicolas Winding Refn

«Non amo troppo stare nelle giurie, ma questa era un’occasione unica, un festival online di cinema, un nuovo orizzonte ». Nicolas Winding Refn è il presidente della giuria internazionale di MyFrenchFilmFestival, e crede che «talvolta si  debba mettere a ferro e fuoco tutto perché nasca qualcosa di nuovo. Il cinema europeo deve capire come muoversi sulle diverse piattaforme, tra streaming e sala, altrimenti verrà dimenticato. Non può continuare a sopravvivere in una bolla artificiale. La Francia è l’unico paese europeo al momento che sembra occuparsi di questa mutazione. Le nuove generazioni devono guardare al futuro, le rivoluzioni sono tutte dolorose, ma necessarie. I miei figli usano il cellulare anche per i film, le primavere arabe sono nate da twitter, internet abbatte confini, barriere, censure, regole di perbenismo. La cultura non è più un club esclusivo: può sembrare oltraggioso e pericoloso, ma è anche vero che la cultura è più forte della guerra e un solo video è più potente di una pistola ». Siamo seduti nella sala dell’Hotel Scribe, in quel Salon Indien in cui avvenne la prima proiezione dei Fratelli Lumière. Dice Nicolas: «Proprio qui quei due lanciarono nel mondo il primo monolite, il cinema. Oggi a Parigi parte il secondo monolite, un festival di film solo online. Che importa il supporto? È come il sesso, puoi farlo e immaginarlo in tanti modi diversi ma è sempre divertente ». Il suo prossimo film The Neon Demon, atteso a Cannes, sarà distribuito da Amazon «con una formula », conferma Refn, «molto interessante, tre mesi di puro theatrical, solo sala,  e poi streaming. Credo fortemente in questa possibilità di nuova promozione e vita per un film ».

The Neon Demon
Elle Fanning in The Neon Demon

Dopo la pausa a Bangkok per Solo Dio Perdona, torna a girare nell'”elettrica”Los Angeles di Drive. Come mai?

Perché mia moglie non voleva andare a Tokyo. E io sono dominato da mia moglie, stiamo insieme da vent’anni, è la sola donna che ho conosciuto

Alla base del progetto The Neon Demon, un thriller-horror attorno alla ‘vicious beauty’, l’eterna giovinezza, ambientato nel mondo delle modelle , c’è appunto la sua certezza che il modo sia dominato dalle donne…

Al cento per cento, rappresentano il futuro, la creatività, sono loro a possedere il dono di procreare. Avevo voglia di un film interamente al femminile, un po’ alla Cukor di Donne (anche sceneggiatura e fotografia sono firmate da due signore, Mary Law e Natasha Braier. Ndr), ma con più splatter. Elle Fanning è la giovane, meravigliosa, protagonista: appena sbarcata a LA nel mondo dello showbiz, con la sua fresca bellezza attira le brame vampiresche delle donne che la incontrano,  tutte attrici che adoro da Anne Hendricks a Jena Malone a Abbey Lee Kershaw. E forse sarà anche dell’unico uomo, keanu Reeves. Le succhieranno il sangue per assicurarsi l’eterna giovinezza come la leggendaria contessa Bathory? Non lo posso confermare, posso dire però che il film si interroga su un paradosso molto contemporaneo: mentre bellezza e giovinezza si prolungano sempre di più,  la longevità sembra restringersi e perdere senso.

The Neon Demon
Keanu Reeves in The Neon Demon

Due anni fa qui proprio qui, agli incontri di Unifrance, una sua frase veniva usata come slogan: “Not the biggest fan of the french new wave/Non sono il più grande fan della Nouvelle Vague”. Ce la spiega?

Per la generazione dei miei genitori la Nouvelle Vague era l’unico cinema possibile. Una forma di autoritarismo e di oppressione del politically correct. Andare contro quella “politique des auteurs” è stata la mia ribellione, la mia rivolta contro i padri. E in questo caso specifico, la madre, mia mamma. Era una cultura ossessiva, ideologica, oppressiva. Io, ad esempio, ho sempre prediletto il cinema francese, italiano e americano degli anni Quaranta  e Cinquanta, quello prima  dei Sessanta. Il cinema di genere, il cinema degli Studios.

Qual è stato Il suo film di riferimento da adolescente cinefilo?

Non aprite quella porta, l’ho visto a sedici anni e ha mandato in frantumi tutto, non c’era politica, non c’era sessualità, non c’era alcun significato, solo istinto primario cinetico. Balletto, performance, forma. Per me questo è il cinema. E certamente una svolta importante è stata la visione di C’era una volta il West di Sergio Leone, non fosse altro perché il soggetto era scritto da Bertolucci e Argento insieme. E’ pura mitologia della nascita di una nazione, musica, movimento, pittura.

The Neon Demon
The Neon Demon

Con Bronson, lei è responsabile della scoperta della star più hot e contemporanea, Tom Hardy. Come c’è riuscito?

Merito degli Dei, mi hanno sempre aiutato! Tre facce come quelle di Ryan Gosling, Mads Mikkelsen e Tom Hardy, i protagonisti dei miei film, non capitano spesso, ci vuole un pizzico di fortuna. Quello che più mi piace in loro è che sono molto maschili e allo stesso tempo estremamente femminili. Esercitano un’attrazione non lineare, non univoca, sugli uomini e sulle donne. Rappresentano un’altra sessualità, il nuovo mondo.

 

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