“THROUGH THE WALL”: LA TRADIZIONE SPOSA I TONI DELLA COMMEDIA FRANCESE

Si può essere ortodossi sin quasi all’integralismo e contemporaneamente leggeri? L’israeliana Rama Burshtein possiede questa commistione di qualità, già notata in quel La sposa promessa distribuito anche nelle nostre sale.

Through the Wall -Un appuntamento per la sposa (sezione Orizzonti) ci presenta il caratterino tutto ferro e fede di Michal. A 32 anni, alla vigilia del matrimonio, viene “rifiutata” dal fidanzato boccoluto e religiosissimo (che si innamora e sposa un’amica). Lei allora che fa? Come fosse una scommessa al mondo si dice: «Bene ho un mese per trovare un altro marito». Fissa così la data delle nozze, organizza i preparativi (e tra gli ebrei non si scherza con i cerimoniali), si prepara un fastoso vestito bianco e intanto cerca il suo uomo ideale, certa (almeno quasi) che Dio provvederà. Dicevamo: una base religiosa adamantina e inattaccabile (le regole e i rituali non si discutono, antichi e rassicuranti come le vesti fuori moda delle giovani anime pie), accompagnata da uno svolgimento quasi da commedia francese frizzantina – si potrebbe persino pensare a una versione all’occidentale – con dialoghi velocissimi (come quelli della nouvelle vague, persino leggermente accelerati rispetto ai tempi della realtà), una simpatia che sprizza da ogni carattere (femminile), ma soprattutto dalla comprensione per i personaggi di una cineasta che sa cercare e trovare lo spirituale nelle espressioni e nei volti delle empatiche e comunicative protagoniste.

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