”VIVA LA SPOSA”: INTERVISTA ALLA PROTAGONISTA VERONICA CRUCIANI

Tra cinema, teatro e cultura, abbiamo intervistato l’attrice Veronica Cruciani, protagonista di Viva la sposa, il nuovo film di Ascanio Celestini

Dopo la presentazione alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, arriva in sala Viva la sposa, l’ultima opera cinematografica diretta, scritta e interpretata da Ascanio Celestini. Il film racconta di Nicola, alcolizzato fino in fondo ma all’apparenza astemio, e di tanti altri personaggi, che si incrociano, lottano, ridono, piangono insieme: c’è Sabatino, un truffatore di assicurazioni; Salvatore, figlio della prostituta Anna e, forse forse, dello stesso Nicola. Poi troviamo l’Abruzzese, che fa il carrozziere e il parcheggiatore notturno. E Sofia, la ragazza tanto ben vista dall’anziana madre di Nicola. Infine, c’è una strana americana che viaggia in lungo e in largo per l’Italia, vestita da sposa. Tutti accomunati dalla sconfitta e dall’illusione, nella cornice di quella Roma periferica e maltrattata.

Nel cast di Viva la sposa, oltre Ascanio Celestini, troviamo Alba Rohrwacher, Salvatore Striano, Pietro Faiella e, nel ruolo della prostituta Anna, anche Veronica Cruciani. Proprio in occasione dell’arrivo al cinema del lungometraggio, abbiamo intervistato Veronica, sempre divisa tra cinema e teatro, parlando con lei del film ma anche di un certo modo di fare e concepire il cinema e la cultura. Con quel sogno nel cassetto che, piano piano, sta prendendo forma.

INTERVISTA A VERONICA CRUCIANI

Veronica Cruciani Qual è la cosa che più apprezza nella scrittura di Ascanio Celestini?

L’onestà intellettuale, ha un modo e uno stile tutto suo. Lo conosco da una vita e in lui ci sono un immaginario e una sensibilità che si rispecchiano in quelle che ho io dentro. Dunque, entrare in questo film non è stato difficile. Poi Ascanio ha questa sua dimensione da “realismo magico”. Viva la sposa, infatti, è crudo e disperato ma, comunque, non ha una dimensione realistica, ecco.

E Viva la sposa? 

Dopo la proiezione a Venezia mi sono emozionata: il pubblico lo ha recepito nonostante non sia un film, così detto, facile. Diciamo che è un’opera sull’umanità che passa, osserva e va. Protagonista, poi, è Roma: una Roma periferica, tanto cara a me e a Celestini. C’è il Quadraro, il Parco degli Acquedotti. Zone che conosco alla perfezione.

Ci sono dei momenti quasi trascendentali nel film..

Ci sono dei momenti quasi onirici e visionari, sì. Nel film, poi, giostrano dei personaggi che vivono la loro vita senza mai scegliere davvero, come il mio. E questa condizione, in una certa Roma così preponderante, estende il pensiero anche all’attualità delle cose.

Veronica, appunto, che personaggio è il suo?

Interpreto Anna, una prostituta che viene sfruttata da un protettore. È un personaggio che non sceglie il proprio domani: è una prostituta, sì, ma è innanzitutto una mamma che fa questo mestiere per necessità, con poca convinzione. È una vittima, che comunque nel corso della storia cambia e si evolve.

Veronica Cruciani Anche in Viva la sposa, così come nel cinema italiano visto recentemente, viene fuori la Roma lontana dalle bellezze da cartolina..

Il centro storico ora è vissuto da poche persone, se ci pensiamo bene. Politici e turisti. Non ha la vivacità, positiva e negativa, che invece troviamo in periferia. E questo potrebbe essere uno dei tanti fattori. C’è un mondo da esplorare in questi posti, davvero, e bisogna dargli un’alternativa alle realtà che hanno.

Che approccio hai quando lavori in queste zone così pullulanti e vibranti?

Quando lavoro lì, ma anche in altri quartieri di altre città d’Italia, ascolto e vedo ciò che ho intorno. Spesso c’è una retorica che dice: ”Salviamo la periferia!”. Ma, secondo me, non è un atteggiamento utile. Prima c’è la conoscenza e l’attenzione per quei luoghi. Poi devi immergerti in quella realtà, capendo di cosa hanno bisogno le persone. E  non sempre bisogna andare incontro alle loro esigenze: serve anche proporgli una cultura e un teatro più impegnato e attuale. Piano piano la minoranza che percepisce i messaggi aumenta. Devi dare una continuità poi, non puoi lavorare sugli eventi. Bisogna stare lì sempre.

Lei è molto attiva in teatro, sia come interprete che regista (a novembre, come regista, arriverà a teatro con Due donne che ballano, mentre nel 2016 debutterà al Teatro Argentina di Roma con il Preamleto, sempre dietro le quinte). Le piacerebbe scrivere e dirigere anche per il cinema?

Sì, è un po’ che ci penso, solo che negli ultimi anni ho avuto davvero tanti impegni teatrali. Il pensiero c’è e proprio questi giorni sto scrivendo il soggetto: un fatto di cronaca che mi ha colpito fortemente e, prima o poi, spero che diventi una sceneggiatura e successivamente un film. Però, non posso dirti a cosa è ispirato, ancora.

Damiano Panattoni

(Ph. di Andrea Ciccalè)

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