Maledetta Primavera – la recensione

il 12 novembre in uscita nelle nostre sale.

Alla Festa del Cinema di Roma nella sezione “Riflessi” troviamo l’opera prima di Elisa Amoruso: Maledetta Primavera. Nel cast Micaela Ramazzotti, Giampaolo Morelli, Federico Ielapi (il piccolo Pinocchio scelto da Matteo Garrone) e per la prima volta sullo schermo le giovani Emma Fasano e Manon Bresch.

Il film racconta di una giovane ragazza agli inizi degli anni ’90, sorella di un bambino irrequieto e figlia di una coppia che si ama ma che litiga spesso. La regista decide di mettere a fuoco quel particolare momento in cui l’infanzia si trasforma in pubertà, dove il mondo cambia improvvisamente volto.

In una ricostruzione storica accurata sia nella fotografia vintage, che nella scenografia e costumi, purtroppo la sceneggiatura tende a forzare un po’ la mano in certe situazioni rendendo sopra le righe alcuni dialoghi e alcune reazioni dei protagonisti. C’è da dire però che il film non perde mai di ritmo, non lasciandosi andare in momenti introspettivi mal gestiti come spesso accade in film di questo genere. Dopo una prima parte quadrata con una direzione ben chiara, il racconto perde la bussola introducendo altre tematiche che non vengono approfondite abbastanza.

Riuscita la performance degli attori, da Morelli sempre adatto nel ruolo del Napoletano frequentatore di giri loschi fino alla Ramazzotti che trova in questo film un ruolo su misura per lei. Apprezzata la colonna sonora, che ricorda di come l’Italia fu presa dalla febbre della Lambada nei primi ’90, passando per i Gazebo fino ovviamente al pezzo di Loretta Goggi.


Solo alla fine si scoprirà essere un’analisi autobiografica della regista dove, proprio col brano della Goggi in sottofondo, i titoli di coda mostreranno i veri protagonisti del film ovvero i genitori della Amoruso. “Maledetta Primavera” è un brano malinconico, struggente ma allo stesso tempo allegro: quasi come il film, che di allegro non ha moltissimo, ma riesce a farti ricordare l’importanza di quegli anni dove ogni sensazione (un nuovo amore, un segreto svelato, una tramonto al mare) era una novità che ti scuoteva dall’interno. Aspettiamo altri film della regista: anche se non privo di difetti, non possiamo definire questa opera prima un passo falso.