MONICA BELLUCCI: «DIVA Sì, MA LA MIA FAMIGLIA NON FA PARTE DELLO SHOW»

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Monica Bellucci ha un profilo Instagram ufficiale dove compare, bellissima, sui red carpet, alle sfilate di moda, in giro per il mondo a promuovere i suoi film: tutte occasioni pubbliche. Niente selfie davanti all’albero di Natale o in pigiama la mattina, come quelli che pubblicano freneticamente tante celebrities, niente foto della sua casa o delle sue figlie, Deva e Léonie di 12 e 6 anni: a parte quello che decide di raccontare lei con grande riservatezza, la sua vita privata rimane avvolta nel mistero. «La mia famiglia non fa parte dello show», dice con un piccolo sorriso: e forse proprio questa capacità di conservare il fascino del mistero ne fa una delle poche vere dive rimaste.

L’ha ribadito anche al Trieste Film Festival dov’è arrivata per presentare On the Milky Road di Emir Kusturica, che uscirà anche in Italia tra fine aprile e inizio maggio, e ha ricevuto il premio Eastern Star Award per una personalità del mondo del cinema che ha contribuito a gettare un ponte tra l’Europa dell’est e dell’ovest. Il film di Kusturica, dove Monica recita in serbo il ruolo di una donna in fuga nei Balcani in guerra che s’innamora di un altro “borderline” interpretato dal regista stesso, è l’ultimo approdo di una carriera trasversale ai generi e ai confini che va da Marco Risi (L’ultimo capodanno) e Muccino (Ricordati di me) al cinema francese più provocatorio (Dobermann di Jan Kounen, Irréversible di Gaspar Noé), dai grandi autori (Malèna, che l’ha consacrata definitivamente icona di seduzione, e Baarìa di Tornatore, che Lei mi odia di Spike Lee, I fratelli Grimm e l’incantevole strega di Terry Gilliam) a James Bond in Spectre, passando persino per Matrix Reloaded e Matrix Revolution. E ora la vedremo anche nel sequel di Twin Peaks, l’attesissima terza stagione della serie cult ideata da David Lynch. Intanto, per Kusturica, ha accettato di tuffarsi nell’acqua gelata da 5 metri d’altezza («Io che non faccio neanche ginnastica!», sorride)scappare in mezzo ai boschi, sfidare il vento sferzante delle colline della Bosnia.

Monica, com’è stato entrare nell’immaginario unico di Kusturica?

È uno degli artisti più eclettici che abbia conosciuto, un attore, scrittore, regista, produttore, musicista, uomo di business. Ha una grande energia e stimo molto il suo cinema. Mi sono trovata in questa avventura colpita soprattutto dalla storia d’amore così potente. Ci sono momenti surreali, molta poesia e scenografie visivamente meravigliose, ma io ho amato le parti più intime, come quando la mia protagonista va a casa di Kosta, interpretato da Kusturica, a dirgli perché lo ama: le parole sono poche, ma c’è una grande intensità. Per me, è l’amore a trascinare l’esistenza, che sia per i figli, per gli amici, per il partner o anche per la creazione.

On the Milky Road

Quello tra i due protagonisti è un amore maturo…

Mi è piaciuto proprio raccontare l’amore tra due persone adulte, che hanno perso tutto, ma nel momento in cui s’incontrano sentono che qualcosa di magico può nascere ancora. Il film è un inno alla speranza, alla continuità della vita, al credere all’amore anche quando non si è più giovani. A 20 anni l’amore è l’impulso di istinti e di ormoni, qui raccontiamo quando l’impulso scatta nel nome del sentimento.

Nella terza stagione di Mozart in the Jungle, invece, seduce un uomo più giovane, Gael Garcia Bernal…

Interpreto una cantante d’opera ritirata dalle scene che, grazie appunto a un giovane che arriva nella sua vita, riacquista la voglia di cantare e perde la paura di diventare una donna adulta. Mi piace la commedia intelligente quando diventa la metafora per raccontare le cose tragiche della vita. Continuo a pensare che il cinema, che sia un film intimista o un blockbuster, come un bel libro o un bel quadro resti modo alto per raccontare la vita. Infatti in regimi autoritari l’arte è la prima cosa ad essere eliminata, perché fa innalzare l’uomo.

Mozart in the Jungle

Cos’avrebbe fatto nella vita se non fosse stata attrice?

Avrei fatto qualcosa legato ai bambini, magari l’insegnante d’asilo l’ostetrica. Una parte della mia personalità è molto bisognosa di quotidianità ma il mestiere che faccio non è una coincidenza: ho bisogno anche di emozioni forti che mi fanno volare.

Come si fa a mantenere quell’alone di mistero che appartiene solo ai veri divi oggi, nell’epoca in cui internet ci dà l’illusione di sapere tutto di tutti?

Cerco di mantenere la mia riservatezza, finora ci sono riuscita. Quando faccio la promozione di un film mi do molto al pubblico perché anch’io sono il pubblico: sono la prima a uscire dal cinema con una grande emozione. Però poi c’è una bella differenza tra l’attrice pubblica e la persona privata. La mia famiglia non fa parte dello show.

Lei è sulla scena da 30 anni: si considera un simbolo per le donne di oggi?

Non seguo un programma, scelgo quello che ritengo importante. Se rappresento qualcosa mi fa piacere, se faccio questo lavoro è perché delle altre donne, da Rita Levi Montalcini ad Anna Magnani, hanno rappresentato qualcosa per me e mi hanno stimolato. Abbiamo bisogno di riferimenti, anch’io ho scelto i miei modelli.

Malena

Il film racconta l’amore e la guerra: cosa pensa del conflitto che ha sconvolto i Balcani e delle posizioni, spesso controverse, espresse da Kusturica a riguardo?

Ho lavorato ogni estate per tre anni in Bosnia, una terra bella ma di grande dolore, della quale sappiamo così poco. È stata colonizzata da tante potenze che hanno cercato di spersonalizzarla. È molto difficile giudicare dall’esterno. Ho scelto di avere un approccio umano e artistico, e ho approcciato in questo modo anche Kusturica. Non voglio entrare nel merito politico.

Dopo Mozart in the Jungle la vedremo nel cast di Twin Peaks 3: com’è il suo rapporto con la televisione?

Sono ai miei primi approcci con la televisione: quando una cosa è fatta bene c’è immediatezza con il pubblico. Al cinema invece si crea un rapporto molto intimista col regista, invece per Twin Peaks ho lavorato con tre registi diversi: è un mondo completamente diverso, però è stato interessante.

Elisa Grando