MUSICA/MAGGIO

IL COMPOSITORE

MARCELO ZARVOS

Copertina-EnoughSaid_Cover-ArtUno dei grandi difetti della scena delle colonne sonore è che, bene o male, si parla sempre degli stessi autori, da Alexandre Desplat a Hans Zimmer. Errore, perché ci sono decine di compositori che – da anni – producono partiture di ottimo livello, ma che raramente vengono citati. Uno di questi è senza dubbio il brasiliano Marcelo Zarvos che, dopo un inizio in ambito jazz a fianco del sax di Peter Epstein, si è trasferito a Hollywood firmando gli score di pellicole come The Words, Hollywoodland, l’ottima Mr. Beaver e Disastro a Hollywood – quest’ultimo forse uno dei suoi lavori più riusciti. Classe 1969, nato e cresciuto a San Paolo ascoltando i Beatles e la colonna sonora de La stangata, Zarvos è un compositore elegante e raffinato, capace di mescolare nel suono vari generi, dalla classica alla strumentazione folk. Per Non dico altro, il film con James Gandolfini, Zarvos firma uno score molto lungo (29 tracce) che non solo regge bene lontano dalle immagini, ma si fa riascoltare più volte grazie a brani come Drive to Brunch e Eva e Albert. Un nome assolutamente da scoprire. www.zarvos.com

[divider]MUSICA DA FILM[/divider]

LE PLAYLIST DEL MESE

A CURA DI ANDREA MORANDI
 

[column size=one_quarter position=first ]1[/column]In Templum Dei Jozef Van Wissem & Zola Jesus, da Solo gli amanti sopravvivono
Da Stranger Than Paradise a Dead Man, difficilmente Jim Jarmusch sbaglia una colonna sonora: non fa eccezione lo score gotico e cupo del liutista olandese Van Wissem, grande amico del regista. Tra i 14 brani, imperdibile questo pezzo segnato dalla voce di Zola Jesus.

 

 

[column size=one_quarter position=first]2[/column]THE LUTZ POLICE MILITIAAlexandre Desplat, da The Grand Budapest Hotel
Altro esperto di soundtrack, Wes Anderson per Budapest Hotel questa volta però ha lasciato perdere canzoni già edite dando carta bianca al parigino Desplat. Che lo ha ricambiato della fiducia con un poderoso e divertente score, tra balalaike e mandolini.

 

 

 

[column size=one_quarter position=first ]4.-51yhXy5DYqL[/column]IPSWICHGeorgi Kay, da Top of the Lake
Non solo le sceneggiature, ma anche nelle colonne sonore le serie tv continuano a dare del filo da torcere al cinema. E per la sua mini serie, Jane Campion, oltre al commento di Mark Bradshaw, ha ripescato questa preziosa perla rock della neodiva australiana Georgi Kay.

 

 

[column size=one_quarter position=first ]4[/column] NO MORE RUNNINGMichael Kiwanuka, da Non buttiamoci giù
Poteva essere brutta la colonna sonora di un film tratto da Nick Hornby? No. E infatti, a fianco dello score del pisano Dario Marianelli, ecco I Found You degli Alabama Shakes e Mentira di Manu Chao. La migliore? Questa, della rivelazione londinese Michael Kiwanuka.

 

 

[column size=one_quarter position=first ]5[/column]FOX-TROT A LA RUSSEPiero Piccioni, da Cuore di cane
Continua il lavoro della Beat Records sulla discografia del grande Piccioni: questo mese il titolo scelto è Cuore di cane di Alberto Lattuada, tratto da Bulgakov: era il 1976 e Piccioni elaborò una partitura capace di mescolare folk popolare, etnica e jazz. Da collezione.