Nastri d’Argento 2018, trionfa Dogman: tutti i vincitori

Dogman trionfa alla 72esima edizione dei Nastri d’Argento, i premi assegnati dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, presieduto da Laura Delli Colli, e consegnati nello splendido Teatro Antico di Taormina durante una cerimonia in onda su Raiuno venerdì 6 luglio. Il film diretto da Matteo Garrone e in concorso all’ultimo Festival di Cannes, è il migliore dell’anno, ma vince anche per la regia, l’interpretazione di Marcello Fonte e Edoardo Pesce, la produzione (Archimede e Rai Cinema), la scenografia (Dimitri Capuani), il montaggio (Walter Fasano e Marco Spoletini), il sonoro (Maricetta Lombardo) e il casting (Francesco Vedovati).

Come un gatto in tangenziale di Riccardo Milani è invece la migliore commedia, che vede premiati anche Paola Cortellesi e Antonio Albanese mentre a Loro di Paolo Sorrentino vanno i Nastri per la sceneggiatura, firmata dello stesso regista con Umberto Contarello, e quello per le interpretazioni di Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio e Kasia Smutniak.

Il premio per la migliore opera prima va a La terra dell’abbastanza dei giovani e talentuosissimi fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, che a ottobre cominceranno le riprese del loro secondo film, un western, sulla cui sceneggiatura hanno lavorato anche con il regista americano Paul Thomas Anderson, mentre il musical Ammore e malavita dei Manetti Bros. vince per la canzone (interpretata da Serena Rossi, Giampaolo Morelli e Franco Ricciardi) e la colonna sonora firmate da Pivio e Aldo De Scalzi, al lavoro su altri due musical, Un’avventura di Marco Danieli, con le canzoni di Battisti e Mogol e Dimmi chi sono di Sergio Basso, in lingua lotshampa, che racconta l’esilio da Bhutan di migliaia di persone di origine nepalese e religione hindu. A cantare e ballare saranno gli stessi profughi.

Il miglior soggetto è quello di Made in Italy scritto e diretto da Luciano Ligabue, che a Taormina ritira anche l’Hamilton Behind the Camera Award mentre Massimo Ghini vince per 40 anni di carriera, Edoardo Leo è il miglior personaggio dell’anno e Claudia Gerini conquista il Premio Nino Manfredi. Un premio speciale infine, per l’importanza del tema trattato, quello delle molestie sul lavoro, va a Nome di donna diretto da Marco Tullio Giordana e interpretato da Cristiana Capotondi.