Joe Biden, il Segretario di Stato ha prodotto un capolavoro

Antony Blinken ha investito a metà degli anni Novanta dei soldi nel film di un grande autore americano.

Anthony Blinken The Addiction

La situazione negli Stati Uniti si sta normalizzando, dopo l’assalto al Campidoglio di mercoledì 6 gennaio, che ha causato la morte di quattro persone, scrivendo una delle pagine più tristi della storia americana.

Oggi il presidente eletto Joe Biden è stato ufficialmente ratificato dal Congresso e dal Senato e il 20 gennaio giurerà per diventare il 46° Presidente degli Stati Uniti d’America, coadiuvato dalla vice-presidente Kamala Harris, prima donna della storia a ricoprire questa carica.

Antony Blinken The AddictionA proposito di nomine, una delle più importanti figure nel gabinetto presidenziale è il Segretario di Stato, ovvero il responsabile della politica estera della Casa Bianca, e la scelta sembra essere caduta su Antony Blinken, già vice-segretario durante il secondo mandato presidenziale di Barack Obama. La sua biografia dice che parla fluentemente francese, e dal suo profilo Twitter ha fatto sapere al mondo lo scorso 18 ottobre che sta molto migliorando con la chitarra.

Ma scavando, neanche troppo a fondo, The Hollywood Reporter ha scoperto che Blinken può vantare anche un importante credito cinematografico. Mentre era già nel pieno della sua carriera politica, durante il primo mandato presidenziale di Bill Clinton, di cui è stato consulente per la politica estera, ha infatti co-prodotto un film di un grande autore contemporaneo.

Si tratta di The Addiction, forse il capolavoro di Abel Ferrara, una vampire-story filosofica con protagonista Lily Taylor e un cast che comprende Christopher Walken, Anabella Sciorra ed Edie Falco.

Film straordinario, ambientato a New York e girato in uno splendido bianco e nero, The Addiction è un’opera intrisa della dolorosa riflessione sul concetto di colpa, castigo e redenzione che contraddistingue gran parte della cinematografia di Abel Ferrara.

THR ha raggiunto via email il regista, che vive ormai quasi stabilmente a Roma, nella zona di Piazza Vittorio, molto vicino al suo grande amico Willem Dafoe, per chiedere come mai Blinken appare nel film come produttore associato. La risposta del regista è stata molto semplice.

“Anthony ha avuto il coraggio di investire del denaro in una sceneggiatura molto, molto visionaria per un film indipendente realizzato con mezzo milione di dollari uscito dalle tasche del cast, della troupe e di altri investitori come lui. Non c’è molto altro da dire. Gli auguro il meglio. Certamente avrà bisogno di quel coraggio adesso”.

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