Box office XXI secolo: dal 2000 al 2003

Il 2020 sta finendo, e per fortuna non tornerà mai più. Un anno che resterà nella storia dell’umanità per la pandemia e nella storia del cinema, perché inevitabilmente il modo di fruire i film è cambiato e non sarà più lo stesso. Questo dopo un 2019 che era stato davvero trionfale ovunque in termini di box office.

Arrivato a un quinto del suo cammino, il XXI secolo cinematografico sta già affrontando una rivoluzione che per prima cosa riguarderà la profittabilità del prodotto. Le classifiche di incassi come gli appassionati e gli addetti ai lavori erano abituati a consultare e commentare avranno un significato completamente diverso, e questo condizionerà anche la scelta dei film che andranno in sala o che saranno destinati a uno sfruttamento esclusivamente per le piattaforme.

Ripercorrere questi primi 20 anni del secolo proprio attraverso i maggiori incassi mondiali, e non solo, potrebbe essere un buon esercizio per capire le future politiche delle major, del cinema art house e, oggi più che mai, la strategia dei colossi dello streaming, da Netflix ad Amazon Prime, passando per Disney+ ed HBO Max, per non parlare di tutti quelli, più o meno grandi, che si stanno moltiplicando giorno dopo giorno.

Ma come spesso accade, per conoscere il futuro, è importante saper leggere il passato. Partiamo quindi per un viaggio nel tempo, un vero e proprio ritorno al futuro, in cui sono le cifre a raccontare storie.

2000: un anno impossibile

Era partito con il terrore del Millennium Bug, ovvero il mancato allineamento degli orologi dei computer che avrebbe potuto creare disastri, ma che si è poi rivelato una bolla di sapone. Non fu comunque un anno fortunato in termini economici per il cinema mondiale. Ecco il podio:

Mission: Impossible II $546.388.105
Il gladiatore $460.583.960
Cast Away $429.632.142

Tom Cruise, vent’anni fa come oggi con Mission: Impossible. Il secondo episodio era diretto da John Woo, fu presentato in anteprima mondiale al Taormina Film Festival, in una serata surreale, ritardata di quasi due ore per la concomitanza con la finale degli Europei di calcio tra Italia e Francia. Ritardo richiesto dallo stesso Tom Cruise, che non voleva perdere lo spettacolo calcistico (per chi non lo ricorda, vinse la Francia al Golden Goal). Era luglio, Cruise era in quel momento la più grande star del mondo, reduce da Eyes Wide Shut, ma anche alle prese con il rapporto ormai concluso con la moglie Nicole Kidman (avrebbero divorziato ufficialmente solo l’anno dopo, ma la relazione era già al capolinea). I rumors forse non fecero bene al film, che avrebbe potuto fare una performance anche migliore probabilmente.

Una cosa che non accadde a Il Gladiatore, destinato poi a vincere l’Oscar come miglior film, oltre che come miglior attore per Russell Crowe, entrato nella storia del cinema per la sua interpretazione nei panni di Massimo Decimo Meridio. Presentato a maggio, il film di Ridley Scott fu una sorpresa, e rilanciò il genere peplum.

Reduce da due Oscar come miglior attore, Tom Hanks era, e lo è ancora del resto, uno degli attori più amati del mondo. Cast Away lo vede nuovamente diretto da Robert Zemeckis dopo Forrest Gump, e la storia di questo naufrago e della sua amicizia con un pallone da volley fu meritatamente premiato dal pubblico.

Scorrendo la classifica è molto interessante trovare in nona posizione, con 296 milioni di dollari d’incasso, X-men, il primo film della saga dei mutanti Marvel, mai entrati però nel Marvel Cinematic Universe. È stato il primo comic movie dell’era moderna della casa di Stan Lee, l’alba di una nuova era dell’intrattenimento cinematografico.

2001: l’anno delle saghe

Il cinema stava cambiando rapidamente, grazie soprattutto allo straordinario sviluppo delle tecnologie digitali. Una factory di effetti speciali neozelandese, la WETA, si rivelò all’avanguardia, e unita all’ambizione e alla visione di Peter Jackson, venne realizzata un’opera titanica a cui in molti avevano rinunciato nel corso degli anni, da John Boorman a Stanley Kubrick (un film che avrebbe dovuto vedere i Beatles come protagonisti). Eppure non fu Il signore degli anelli – La compagnia dell’Anello, a vincere il 2001. Ecco il podio di quell’anno.

Harry Potter e la pietra filosofale $978.087.613
Il Signore degli Anelli – La compagnia dell’Anello $872.491.916
Monsters & Co. $632.316.649

Fu il primo film della saga di Harry Potter ad aggiudicarsi il primo posto, sulla scia dello straordinario successo editoriale delle avventure del giovane mago creato da J.K. Rowling. Indipendentemente dai film, il fatto realmente importante di quest’anno sta proprio nella definizione del concetto di saga cinematografica, un sacro graal che ogni major avrebbe cercato nel corso degli anni successivi. La Disney, al terzo posto con Monsters & Co, aveva all’epoca la Pixar come gallina dalle uova d’oro, surclassando Shrek, cartone della concorrente Dreamworks Animation. Scorrendo la classifica, al 19mo posto con 207 milioni di dollari troviamo Fast and Furious, a proposito di saghe una delle più longeve e fortunate.

2002: l’anno degli eroi.

Guardiamo subito il podio:

Il Signore degli Anelli – Le due Torri $927.600.630
Harry Potter e la camera dei segreti $879.465.594
Spider-Man $825.025.036

Cambio della guardia per Lord of the Rings e Harry Potter, ma la novità è al terzo posto. Lo Spider-Man di Sam Raimi è il primo grande film di supereroi, un fenomeno mondiale che si piazza addirittura davanti a Star Wars Episodio II: l’attacco dei cloni. In quest’anno si delineano i rapporti di forza e le strategie future del cinema americano, destinato a diventare egemonico negli anni successivi. Ma da non sottovalutare, al decimo e undicesimo posto, ben due film di Steven Spielberg, Prova a prendermi, con Tom Hanks e Leonardo DiCaprio, e Minority Report con Tom Cruise.

2003: il cambio della guardia

Il signore degli anelli – Il ritorno del re $1.120.424.614
Alla ricerca di Nemo $940.343.261
Matrix Reloaded $741.846.459

Si chiude la trilogia de Il Signore degli Anelli, con un tripudio di Oscar e un incasso che supera il miliardo di dollari nel mondo. Ma la strada è tracciata, e le grandi produzioni corrono ai ripari. La Disney, oltre al clamoroso successo di Alla ricerca di Nemo, nuovo film della Pixar, piazza una zampata. Al quarto posto troviamo infatti il primo episodio della saga de I pirati dei Caraibi, che tanta fortuna avrebbe avuto anche in seguito. Sul gradino più basso del podio c’è Matrix Reloaded, secondo episodio del film di culto firmato Wachowsky, con il terzo film, Matrix Revolutions, in ottava posizione ma trecento milioni di incasso in meno. Chissà come andrà il quarto film, al momento in produzione. Due film Marvel nei primi quindici posti, X-men 2 e Hulk. Ne troveremo molti di più negli anni successivi.

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