Ciak Collection – Shakespeare in Love

Sette premi Oscar per la commedia romantica con Gwyneth Paltrow. Ma il film scritto da Tom Stoppard è anche altro

Ciak Collection Shakespeare in Love

Shakespeare in Love fu la grande sorpresa, si fa per dire, degli Oscar del 1999. Si fa per dire perché all’epoca l’orco Harvey Weinstein era il re Mida di Hollywood. Aveva già portato Roberto Benigni al trionfo con La vita è bella e la commedia romantica ambientata nell’era elisabettiana doveva essere la sua apoteosi.

E così fu, lanciando oltretutto una nuova stella, Gwyneth Paltrow, che vinse l’Oscar come migliore attrice ad appena 26 anni. Un premio definito senza senso da Glenn Close appena poche settimane fa, ma che visto con gli occhi di oggi, dopo le rivelazioni su Harvey Weinstein fatte dalla stessa Paltrow, ha un sapore decisamente diverso, anche per l’attrice, che ha praticamente annunciato il suo ritiro dalle scene, per dedicarsi completamente alla sua azienda di prodotti di bellezza e cura per il corpo.

ciak collection shakespeare in loveLa storia di Shakespeare in Love è intrigante

William Shakespeare è in crisi creativa, va dallo psicanalista, soffre il confronto con Kit Marlowe, soprattutto non riesce a trovare una fonte d’ispirazione. Finché non vede una bellissima fanciulla, figlia di una nobile famiglia che mai lo darebbe in sposa a un commediografo, un guitto, un uomo di malaffare che frequenta i teatri. Dal loro amore contrastato nascerà Romeo e Giulietta.

Distopie romantiche a parte, il film diretto da John Madden ha una seconda chiave di lettura notevolissima il cui merito è tutto da attribuire all’arguta penna di Tom Stoppard. Il commediografo inglese, vincitore a Venezia del Leone d’oro per il geniale Rosencrantz e Guilderstein sono morti, variazioni amletiche dal punto di vista di due personaggi secondari, e apparentemente superflui, invece importantissimi nel mondo del protagonista.Ciak Collection Shakespeare in Love

Le interazioni tra realtà e finzioni sono il vero corto circuito di Shakespeare in Love che è una amorosa dissertazione sul teatro e su chi dedica la sua vita a creare e rappresentare una realtà diversa, quella che fa restare il pubblico della stessa a bocca aperta.

Non a caso, i momenti migliori del film si svolgono quasi tutti tra le mura e sotto il cielo del Globe, con Geoffrey Rush impresario cialtrone che ripete il mantra del teatrante:

– Andrà tutto bene

– Come lo sai?

– Non lo so, è un mistero

Così come il meraviglioso duetto tra Shakespeare e Marlowe, interpretato da Rupert Everett in un cameo straordinario.

Per non parlare della grande star Edward Alleyn, a cui non importa cosa si racconti, l’importante è che il suo sia il nome prima del titolo (interpretato da un giovane Ben Affleck in stato di grazia).

Molto più di una commedia romantica, con tanto di ciliegina sulla torta, Dame Judi Dench nei panni della Regina Elisabetta I (per quanto possa sembrare incredibile non è la stessa che oggi abita Buckingham Palace) per otto minuti, sufficienti per farle portare a casa un Oscar come migliore attore non protagonista. Per inciso, non è l’interpretazione più breve a valere una statuetta, i sei minuti di Beatrice Straight in Quinto potere la battono, ma in entrambi i casi lo domanda sorge spontanea: basta una sola scena per entrare nella storia del cinema. La risposta, francamente, è sì. Se non ci credete, riguardatelo, nello splendore della versione originale.

Per tutte queste ragioni Shakespeare in Love è stato scelto per essere uno dei dodici film della Ciak Collection, la collana di DVD e Blu-ray realizzata in collaborazione con Universal Pictures Italia.

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