Metropolis: il film muto che parlò al cinema

L'opera più celebre e imponente del cinema muto, capolavoro dell'espressionismo tedesco.

Metropolis, lo storico film muto del regista Fritz Lang arrivava nelle sale cinematografiche tedesche per la prima volta il 10 gennaio 1927 all’Ufa-Palast am Zoo di Berlino.

In breve, brevissimo, il film racconta come nell’anno 2026, un gruppo di industriali governi il pianeta, relegando i lavoratori in un mondo sotterraneo, in cui subiscono ogni sorta di maltrattamento. Tuttavia, un androide dalle sembianze femminili li ispira alla rivolta.

Diretto dall’austriaco regista, il film mette a nudo un mondo distopico in cui l’uomo ha sacrificato se stesso alla tecnica e alla scienza. Oberato dal lavoro e dalla fatica che ne segue, l’uomo non può riflettere, non può chiedersi né che fine abbia fatto la sua dignità né dove sia finito il suo concetto di tempo libero.

Il regista catapulta personaggi e ambientazione nel futuro, esattamente nel 2026, a distanza di 100 anni dall’epoca in cui fu realizzato. Lang s’ispirò alla vista notturna di New York per ricreare la sua città del futuro. Nonostante le scene del film fossero visionarie e irreali, misero in evidenza un aspetto della società da non sottovalutare: lo sfruttamento dei lavoratori più poveri, un meccanismo di ingiustizia sociale che, per certi versi, denota un aspetto attuale delle forme di potere.

La produzione del film impiegò un’intera troupe per 19 mesi e 36.000 comparse. Il costo totale fu quello di 5 milioni di marchi tedeschi in uso all’epoca. Nonostante la reputazione di capolavoro ottenuta negli anni successivi, Metropolis fu fortemente criticato da alcuni nel periodo della sua uscita, anche se tra i suoi estimatori c’era Adolf Hitler, che lo amava considerandolo uno dei suoi film preferiti, come altre opere di Lang.

Passano molti anni prima che il film entri nella cultura popolare, attraverso le citazioni nella fantascienza degli anni Ottanta: Guerre stellari, Blade Runner, Batman, per conciliarsi anche con la musica come la forte citazione presente nel videoclip di Radio Ga Ga dei Queen.

Insomma, auguri ad una delle pellicole più importanti del nostro adorato cinema, che grazie alla sua importanza tecnica e culturale, è stato il primo film ad essere inserito nel registro Memoria del mondo un progetto dell’UNESCO nato nel 1992 per salvaguardare le opere documentarie più importanti dell’umanità.

 

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