Suspiria: 10 curiosità sul cult di Dario Argento

Dieci curiosità su uno dei capolavori del maestro dell'horror Dario Argento, datato 1977 con Jessica Harper protagonista.

Ambientato a Friburgo, in una prestigiosa Accademia di danza, Suspiria, diretto dal maestro dell’horror Dario Argento nel 1977, viene considerato uno dei suoi migliori lavori (insieme a Profondo Rosso). Un esempio per il cinema di genere che sarebbe arrivato negli anni successivi.

La trama

Il film, che vedeva protagonista Jessica Harper nei panni di Suzy Bannion, affiancata da Udo Kier, Rudolf Schündler, Joan Bennett, Alida Valli, Miguel Bosé, Stefania Casini e Flavio Bucci presentava la seguente sinossi ufficiale: Susy Brenner decise di perfezionare i suoi studi di balletto nella piu’ famosa scuola europea di danza. Scelse la celebre accademia di Friburgo. Partì un giorno alle nove di mattina dall’aeroporto di New York e giunse in Germania alle 22:45 ora locale.


Le curiosità

Come ogni film che si rispetti, Suspiria è pieno di curiosità da scoprire:

  • Per il campo lungo dei “vermi” che cadono dal soffitto, la troupe ricorse a chicchi di riso.
  • Il regista ha voluto che il direttore della fotografia Luciano Tovoli guardasse Biancaneve e i sette nani della Disney (1937) per avere idea della gamma di colori da utilizzare nel film.
  • La donna che interpreta Elena Markos è l’attrice più anziana che abbia lavorato con Dario Argento: aveva 94 anni e il regista la conobbe in un ospizio vicino Roma
  • La voce che si sente sussurrare sulla bizzarra colonna sonora di Goblin è quella di Claudio Simonetti, il quale ha dichiarato in svariate interviste che gran parte di ciò diceva a bassa voce era del tutto privo di senso.
  • Principale riferimento stilistico di Argento fu il cinema espressionista tedesco, in particolare al lavoro di Fritz Lang e a Il gabinetto del dottor Caligari di Robert Wiene.

  • È stato girato in quattro mesi.
  • La stanza che nel film è piena di filo spinato, in realtà era riempita con semplice filo di ferro. A Stefania Casini (protagonista della scena) non furono però date particolari istruzioni sulla modalità di accesso alla stanza. La Casini rimase quindi realmente impigliata nel filo di ferro, procurandosi diverse escoriazioni.
  • Anche Daria Nicolodi, all’epoca fidanzata di Dario Argento, doveva avere una parte. Ma poi ebbe un infortunio che le impedì di farne parte.
  • Argento girò con una pellicola a bassissima sensibilità per esaltare i colori primari (rosso, verde, oro), rimarcare la profondità di campo e rendere su schermo quello stesso effetto del Technicolor reso celebre ne Il Mago Di Oz (1939).
  • Il finale è stato ispirato da un sogno di Daria Nicolodi, in cui aveva visto una strega invisibile e, fatto ancor più singolare, una pantera nella stanza con lei, che improvvisamente esplodeva. Per questo vediamo una pantera di porcellana saltare in aria.