Dirty Dancing torna in un sequel con Jennifer Gray

Una delle commedie più romantiche e cult degli anni '80 vedrà presto un sequel diretto da Johnatan Levine

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Patrick Swayze e Jennifer Grey, Dirty Dancing

Dirty Dancing ha fatto romanticamente sognare generazioni adolescenti e presto la storia tornerà in un sequel diretto da Johnatan Levine, regista di Non succede, ma se succede (2019) e 50 e 50 (2013), in cui la protagonista dell’originale film del 1987, Jennifer Grey, sarà sia interprete che produttrice. Lionsgate ha annunciato che il progetto sarà presentato al prossimo Marché du Film del Festival di Cannes 2022.

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Nel 1987 gli anni ’60 si immaginavano così: da un lato rigore, sobrietà e decoro e dall’altro, in modo nascosto, eccentrica libertà di espressione anche e soprattutto nella musica e nella danza. Dirty Dancing rappresentò quell’epoca in questo modo e divenne un film cult non solo per la storia romantica tra un affascinante Patrick Swayze e l’ingenua e pulita Jennifer Grey, ma anche per la dicotomia che rappresentava bene il divario adolescenziale proprio di un po’ tutte le epoche: da una parte la spinta a restare fedeli alla propria educazione e dall’altra il desiderio di fare nuove scoperte, nuove esperienze ed aprirsi ad un mondo sconosciuto e accattivante.

Emile Ardolino diresse l’originale, interpretato da Gray nei panni di una ragazza, Baby,  che si innamora di un istruttore di danza di nome Jonny Castle (Swayze) mentre è in vacanza con la famiglia nel resort Kellerman a Catskills, New York. Dirty Dancing incassò 214 milioni di dollari al botteghino, ottenne un Oscar per la migliore canzone originale e ancora oggi rimane uno dei titoli più venduti per l’home video.

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Nessuno può mettere Baby in un angolo” è una citazione divenuta iconica, mentre la coreografia sul brano “(I’ve Had) The Time of My Life”, che vinse un Oscar e un Grammy, con l’acrobatico salto di Baby tra le braccia di Jonny, è entrata a far parte dell’immaginario cinematografico.

Oltre che regista, Levine è anche produttore e co-sceneggiatore con Elizabeth Chomko del sequel. Il progetto, per ora ancora intitolato genericamente Dirty Dancing, dovrebbe entrare in produzione entro la fine dell’anno per un’uscita prevista per il 2024. Le vendite internazionali verranno lanciate alla fine di questo mese a Cannes.

Levine ha lasciato intendere in un’intervista a Deadline che il sequel includerà le musiche del film originale, “Hungry Eyes” è tra queste, ma ci sarà anche l’hip-hop degli anni ’90. Patrick Swayze, protagonista dell’originale, purtroppo è venuto a mancare nel 2009. Tuttavia, i realizzatori stanno studiando il modo di sostituirlo. Jennifer Grey potrebbe non essere l’unico volto dell’originale a tornare, ma gli altri membri del cast devono ancora essere annunciati.

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La cosa più importante per noi era avere Jennifer a bordo. È una collaboratrice preziosa. Cercheremo di coinvolgere tutte le persone dell’originale come appropriato. Vogliamo essere rispettosi in ogni modo – detto Levine -. Ciò implica una riflessione su Patrick Swayze. Johnny fa parte del viaggio di Baby nella storia”.

Questo film entra in dialogo con l’originale – ha continuato il regista e produttore -. Vogliamo presentare questa storia a un’intera nuova generazione. Detto questo, l’assenza di Johnny incombe molto sulla storia, quindi è una storia di formazione, ma anche per il personaggio di Baby in un certo senso“.

Sebbene l’originale Dirty Dancing sia sempre stato uno dei miei film preferiti, non avrei mai immaginato di dirigere il sequel– ha detto Levine –. Grazie alla co-scrittura, mi sono innamorato dei personaggi (nuovi e vecchi), del mondo di Catskills a New York degli anni ’90 e della musica, che spazierà dalle canzoni del film originale all’hip-hop degli anni ’90. Non vedo l’ora di collaborare con Jennifer per portare questa bellissima storia estiva, romantica e fatta di balli a una generazione di nuovi fan. E a quelli di lunga data prometto che non rovineremo la vostra infanzia. Affronteremo l’incarico con raffinatezza, ambizione e, soprattutto, amore“.

“Dirty Dancing è più di un film: è una pietra miliare culturale che continua ad essere un rito di passaggio. Mentre ci avvicinavamo al capitolo successivo, sapevamo di dover onorare la profondità, la rilevanza e il calore dell’originale” ha aggiunto Levine.