Fuoricinema Mediterraneo, a Palermo il primo festival di Ficarra e Picone

Tre serate stracolme di pubblico, attento, silenzioso, pieno di domande curiose. In mezzo alla folla, a porgere il microfono come vallette speciali Ficarra e Picone, direttori artistici strepitosi dei tre giorni di cinema titolati Fuoricinema Mediterraneo. Il week end scorso, Palermo, capitale della cultura ravvivata da una luce maestosa tra le palme e gli antichi palazzi, ha accolto questa sorprendente sortita del duo comico che ama il cinema e ama farlo bene.

Location straordinaria, l’Orto Botanico, statue barocche illuminate, e chiacchiere sul palco alla scoperta della vitalità creativa nata e cresciuta, tra mille difficoltà e mille guerre, nella città siciliana. Valentino e Salvo, autori di film belli (e da rivedere) come Nati stanchi, La matassa, Andiamo a quel paese e L’ora legale, hanno scelto di far parlare alcuni fra i grandi talenti concittadini, a partire dal regista e scrittore Roberto Andò che ha raccontato il suo nuovo film interamente girato Palermo Una storia senza nome dove protagonisti sono il cinema e il furto di mafia della Natività del Caravaggio, interpreti Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassmann e Renato Carpentieri.

E poi il cast tutto palermitano di La mafia uccide solo d’estate-La serie, Pif, Claudio Gioè e Francesco Scianna in dibattito a distanza con il provocatorio Franco Maresco che dopo aver scosso le regole con Cinico tv, Lo zio di Brooklyn e Cagliostro, vive da “clandestino” nella sua città preparando un film dal titolo La mafia non è più quella di una volta che definisce “un film cattivissimo, a confronto Belluscone, il mio film precedente su Berlusconi, era La vie en rose”. E ancora chiacchiere con Corrado Fortuna attore e scrittore e gran finale con l’intervista a Luca Guadagnino, premiato all’Oscar con Chiamami con il tuo nome, nato e cresciuto tra Palermo, l’Etiopia e il mondo.

Atmosfera divertita eppure ricca di spunti, spesso emozionante come quando Ficarra e Picone hanno presentato il cortometraggio da loro prodotto Processo a Chinnici, legal movie immaginario e interamente interpretato da ragazzini per ricostruire la vicenda umana del giudice Rocco Chinnici, creatore del pool antimafia e dalla mafia ammazzato. Un modo diverso per ricordare ai giovani quella guerra feroce che ha lacerato per decenni la città e che alla fine ha provocato una nuova cultura della legalità e una nuova consapevolezza. Un filo rosso di pensiero che ha segnato l’evento “perché”, come si è detto in quelle sere, “l’orto botanico è una metafora di convivenza, luogo magico dove convivono l’una accanto all’’altra specie e piante di quattro continenti”. Una bella partenza, di cui Ciak è stato partecipe come media partner e che vale davvero una seconda edizione.

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