Il principe cerca figlio, il clan di Eddie Murphy 30 anni dopo – Intervista ad Arsenio Hall e Wesley Snipes

Incontro con Arsenio Hall, Wesley Snipes e gli altri protagonisti del sequel della celebre commedia diretta da John Landis

«Ti chiamo dalla Luna, mi sono trasferito qui per evitare il Covid, magari organizzo un party e ti invito», la telefonata con Arsenio Hall, irresistibile mattatore di The Arsenio Hall Show, dove anche Bill Clinton ha suonato il sax prima di vincere le elezioni presidenziali nel 1992, non poteva che cominciare con una gag.

Questa telefonata è il quarto incontro di Ciak nella serata di presentazione di Il principe cerca figlio di Craig Brewer, sequel del leggendario Il principe cerca moglie, diretto nel 1988 da John Landis, dove per la prima volta Arsenio Hall ha incarnato Semmi, il confidente di Akeem, principe di Zamunda interpretato dal suo amico e collega di una vita Eddie Murphy. Prima di Hall, si sono alternate con noi, tra collegamenti zoom e telefonate, alcune delle new entry di questo sequel (in streaming su Amazon Prime dal 5 marzo): il giovane e talentuoso Jermaine Fowler, interprete di Lavelle Junson, figlio illegittimo del principe; Wesley Snipes che, dopo una folgorante carriera da action hero (era il protagonista della trilogia Blade) è stato temporaneamente fermato nella sua ascesa da alcuni problemi con la giustizia americana, ma torna oggi alla grande, rivelando insospettabili doti comiche nel ruolo del generale Izzy di Nexdoria e Tracy Morgan, lo zio Reem che, nel Queens di New York, ha amorevolmente educato il nipote Lavelle, prima di scoprirne le origini regali nell’immaginario regno africano di Zamunda.

Sì, perché lo spunto del sequel, ambientato esattamente trenta anni dopo l’originale, è dato dalle regole della successione dinastica nel regno di Zamunda, il cui trono deve passare dal padre al primogenito maschio. Il problema però è che il principe Akeem ha avuto tre figlie femmine dalla principessa Lisa (Shari Headley). Il padre King Jaffe Joffer (James Earl Jones), grazie al vaticinio del vecchio sciamano Baba (sempre Arsenio Hall in un’esilarante mutazione), rivela ad Akeem che nel suo precedente viaggio americano ha lasciato un figlio illegittimo nel Queens e, ritrovandolo e conducendolo a Zamunda, potrebbe risolvere ogni problema di successione. Lo scontro di culture tra un ragazzo cresciuto senza padre nel Queens di New York e l’etichetta di corte danno il via a inevitabili e ridicole incomprensioni, fino al finale inaspettato. Naturalmente il film è costellato dalle numerose incarnazioni di diversi personaggi di ogni età che Eddie Murphy e Arsenio Hall mettono in scena, proprio come avveniva nel film del 1988, facendo da ulteriore contrappunto comico alla già paradossale nuova avventura di Akeem e Semmi.

«Le sedute di trucco per diventare il clan dei vecchi del negozio di barbiere, così come tutti gli altri personaggi paralleli del film, duravano anche sei ore», ricorda Hall, «in sala trucco Eddie ed io eravamo seduti uno di fianco all’altro e il più delle volte ci addormentavamo mentre applicavano i prostetici. Era una sensazione stranissima al risveglio: lo specchio davanti a noi ci rimandava l’immagine di due persone totalmente diverse!».

Girato ad Atlanta perché «è il posto migliore per simulare l’Africa», ridacchia Hall, «fa caldo ed è piena di neri», il film ha usufruito della possibilità di usare come set per la reggia di Zamunda la casa del rapper Rick Ross.
«Rick è un nostro fan e ha detto che ci avrebbe messo a disposizione la casa, a patto che gli avessimo dato una parte nel film – spiega Hall – detto fatto, è diventato il luogotenente e guardia del corpo del generale Izzy e noi abbiamo avuto la nostra reggia».

Può essere divertente ricordare che Rick Ross (il cui vero nome è Ricky Rozay), prima di affermarsi come rapper grazie al brano Hustlin’, era coinvolto nel traffico di cocaina in Florida e il suo nome d’arte è un omaggio al boss californiano del narcotraffico “Freeway” Rick Ross, attivo negli anni ’80 e ’90. Il generale Izzy/Wesley Snipes, dal canto suo, è alla sua seconda interpretazione consecutiva al fianco di Eddie Murphy, dopo Dolemite Is My Name anche questa una commedia diretta da Craig Brewer. Per l’attore non è stato un problema passare dalle arti marziali che lo hanno reso celebre ai buffi balletti del minaccioso Izzy:

«Non è stato difficile cambiare registro, anche perché io all’inizio della mia carriera ho fatto il ballerino (ero anche nel videoclip Bad di Michael Jackson) e il burattinaio, non sono sempre stato un attore “action”, le mie radici affondano proprio nella commedia», spiega Snipes, «del resto ricordo un film come Toro scatenato, dove De Niro è un pugile che, una volta invecchiato, diventa un comico e fa battute sul palco. Ecco, che Bob dopo la sua interpretazione in Taxi Driver abbia fatto questo passaggio dal dramma alla commedia per me è la quintessenza della recitazione: De Niro è sempre stato un mio modello».

Per costruire il personaggio dell’aggressivo Izzy Snypes non ha avuto dubbi:
«È il classico studente africano di prima o seconda generazione che arriva in America, studia nelle scuole più prestigiose, frequenta la comunità hip-hop e le modelle e poi, quando torna in Africa, è il “big man”, quello che sa tutto, conosce tutti e si veste alla moda. Insomma è il classico pesce troppo grande in un piccolo stagno».

Zamunda prima di Wakanda

Parlando di regni africani immaginari non  ci sono dubbi su quali siano i rapporti tra la Wakanda di Black Panther e la Zamunda del principe Akeem: «Wakanda per me è figlia del Principe cerca moglie», sostiene Snipes, «nel 1988 quello era stato uno dei primi film a presentare l’Africa sotto una luce regale ed epica, il che non è stato d’ispirazione solo per noi spettatori, ma anche per gli artisti. Molti di quelli che erano in quel film poi sono cresciuti, hanno avuto una carriera nell’industria del cinema, lavorando in molti bei film e alla fine anche nella realizzazione di Black Panther».
«Per me Wakanda e Zamunda sono confinanti», conclude Arsenio Hall, «tutti i loro abitanti hanno visto i film, gli sono piaciuti e si sono appassionati alle vicende dei vicini».

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