I soliti sospetti, 5 curiosità sul film di Bryan Singer

«La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste.» È la battuta più celebre de I soliti sospetti, il film cult diretto da Bryan Singer nel 1995 che si aggiudicò due premi Oscar: uno per la Miglior sceneggiatura originale e uno a Kevin Spacey come Miglior attore non protagonista. Il film racconta l’intricata storia di un gruppo di criminali e del misterioso Keyser Soze. Ecco quindi 5 curiosità sul capolavoro di Singer.

  1. La celebre scena del confronto all’americana fu un vero incubo per il cast e il regista. Gli attori non riuscivano a restare seri e costrinsero Singer a girare la sequenza molte volte.
  2. Il bizzarro modo di esprimersi di Benicio Del Toro nel film era davvero incomprensibile tanto che durante una scena l’attore Stephen Baldwin dimenticò la sua battuta perché non riusciva a capire cosa avesse detto Del Toro.3. Per il personaggio di Keyser Soze, Christopher McQuarrie si è ispirato a un vero killer che rispondeva al nome di John List: l’uomo assassinò la sua famiglia e poi  scomparve per 17 anni.

4. Kevin Spacey aveva le dita della mano sinistra incollate insieme, per rendere la disabilità del suo personaggio più realistica. Inoltre l’attore si limava le scarpe per farle sembrare logore a causa del suo continuo zoppicare.

5. In una scena Redfoot colpisce in faccia McManus con la sua sigaretta. Il gesto di Peter Greene fu improvvisato e colse di sopresa Stephen Baldwin. La sua reazione piacque così tanto al regista da essere entrata nel montaggio finale del film.