STRADE DI FUOCO

Strade di fuocoQuando iniziò a girare Strade di fuoco, diretta da Walter Hill, Diane Lane aveva 18 anni ed era già una star. Aveva debuttato da protagonista sullo schermo a 13 anni in Una piccola storia d’amore di George Roy Hill, – sette anni dopo aver iniziato a calcare i palcoscenici – ma era stato Francis Ford Coppola a fare di lei una diva. Grazie a ruoli marginali in I ragazzi della 56° strada e Rusty il selvaggio, Diane ottenne un’incredibile attenzione mediatica, culminata nella copertina di Time Magazine. L’incantevole adolescente era diventata l’inconfessato sogno erotico degli uomini americani. E nella prima apparizione di Strade di fuoco è evidente il perché.

Strade di fuocoNel ruolo della cantante rock Ellen Aim, Diane si impossessa di ogni fotogramma in una trascinante esibizione canora che manda in delirio migliaia di teenager. Che poi la sua voce fosse doppiata è una delle tante ironie della storia del cinema. È il suo corpo a cantare. Ma Ellen viene strappata al palcoscenico da Willem Dafoe, già inquietante e ghignante, capo di un gruppo di violenti motociclisti. Un rapimento dettato dall’attrazione fisica che, come riscatto, esige una settimana o due d’amore. Ma ecco giungere il taciturno Tom Cody interpretato dalla promessa mancata Michael Paré, il bell’ex-soldato ed ex-ragazzo di Ellen che si propone – per denaro – di recuperare la star rock. Al suo fianco si impone Amy Madigan/McCoy, energica maschiaccio delusa dagli uomini. Il tutto immerso in sgargianti colori che sembrano anticipare il cinema di Baz Luhrmann e strade rese iridescenti dalla pioggia che trasformano ogni scorcio della città immaginaria in una sorta di mitica Gotham City, popolata da giovani in abiti che riecheggiano gli anni Cinquanta.

Strade di fuocoUn American Graffiti in salsa violenta. Puro intrattenimento che fallì miseramente al botteghino. Nato come primo capitolo di una trilogia con protagonista Tom Cody, l’insuccesso economico uccise l’ambizioso progetto e offuscò irrimediabilmente il sogno di Paré di divenire un nuovo sex symbol maschile – anche se, pur in una lenta discesa verso l’oblio, ha continuato a lavorare. In soccorso di Diane giunse ancora Coppola con il ruolo da protagonista in Cotton Club, accanto a Richard Gere. Il primo di tre film interpretati assieme. Altro fiasco e, esattamente come Strade di fuoco, oggi film di culto, dopo una lenta ma costante riscoperta. Ho rivisto con piacere il film di Walter Hill – un Hill alla massima potenza – senza capire perché nel 1984 non riuscì a trovare il suo pubblico.

Strade di fuocoAl’’inizio del film, una scritta identifica la storia come “Favola Rock” ma forse “western rock” sembrerebbe più appropriato: di un western – dai risvolti nobili e a tratti romantici – ha tutti gli stilemi e i suoi personaggi, privi di mezze tinte psicologiche, recitano come figurine di un comic book, compreso Rick Moranis nel ruolo del manager/amante di Ellen. Forse questa scelta stilistica risultò incomprensibile. Forse. Ma ogni scena, spesso separata dalla seguente da effetti grafici digitali, è un piacere per gli occhi- esaltato dalla limpidezza del blu-ray e le scene di azione, scandite da codici di onore e orgoglio, funzionano egregiamente. Come lo score di Ray Cooder.

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