Gerard Butler ricorda “300” e il suo primo incontro con Zack Snyder: «Gli feci la ‘camminata spartana’ davanti Starbucks»

L'attore scozzese, interprete di Re Leonida nel film "300" diretto da Zack Snyder, ha ricordato con affetto la loro collaborazione

Prima ancora di avventurarsi nell’insidioso mondo dei cine-comic della DC, Zack Snyder si fece conoscere a tutto il mondo con un altro adattamento di un romanzo a fumetti: “300”. Il film, diretto da Snyder nel 2007, oltre a registrare record ai botteghini e incassare la bellezza di 456 milioni di dollari, segnò la carriera di Gerard Butler, chiamato ad impersonare il temerario Leonida, re di Sparta.

Proprio Butler, alla luce della recente uscita della “Zack Snyder’s Justice League” (nota anche come Snyder Cut), ha guardato con affetto ai tempi di “300”, ricordando il suo primo incontro con Zack Snyder, che ha definito una vera e propria ‘forza della natura’.

“Ci incontrammo per un caffè”, racconta Butler, ora 51enne, riguardo il suo primo incontro con il regista. “Arrivai all’appuntamento come una forza della natura, ma venni accolto da un’eguale forza della natura. Ci siamo uniti come un turbine”.

Quel giorno, continua a raccontare Butler, finì con lui che marciò avanti e indietro fuori dallo Starbucks facendo vedere a Snyder come pensava dovesse essere la “camminata spartana”. “E Zack saltava su e giù entusiasta, dicendo: “Sì! È fantastico!” Abbiamo legato fin dall’inizio”.

Il Re Leonida di Gerard Butler

Per prepararsi al ruolo di Re Leonida, muscolosissimo guerriero alfa che guida un esercito di 300 spartani nella battaglia contro Serse, Butler si sottopose ad allenamenti fisici ultra intensivi: sei ore al giorno, di cui due di allenamento CrossFit, due di bodybuilding e due sulle coreografie di combattimento. “In un certo senso stavo rovinando il mio corpo, ma nel farlo ero fantastico” ha commentato Butler.

“300” ha tratto la sua trama e il suo impressionante stile visivo dall’omonimo fumetto del 1998 di Frank Miller/Lynn Varley, tanto che venne girato con la tecnica del chroma key per riprodurre le immagini dell’originale fumetto. Il film, realizzato da Warner Bros, aveva un budget di 60 milioni di dollari. Tranne che per un solo esterno, venne tutto girato davanti ai bluescreen. “C’erano momenti in cui andavi in giro con il tuo mantello rosso e le tue mutande di pelle e qualcuno indicava il nulla e diceva: ‘Guarda! Un villaggio in fiamme!’ Io ricordo di aver detto, ‘Oh mio Dio. Questo film farà schifo” ha raccontato Butler.

Naturalmente, non aveva ancora visto il magico lavoro che avrebbe compiuto la CGI di lì a poco. “Quando ho visto per la prima volta il prodotto finale, ero con alcuni colleghi e amici e siamo rimasti sbalorditi”. Ci dicevamo ‘Guardate cosa ha fatto Zack!’ Non posso che parlare stra bene di lui. Come regista, come mente creativa, come ragazzo gentile, entusiasta e appassionato”.

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