Le Fate Ignoranti, Ferzan Özpetek: “La distribuzione pensava che il film non andasse bene per le famiglie”

Il regista ha confermato di essere al lavoro sulla serie e ha ricordato un curioso aneddoto del film del 2001

Le fate ignoranti è un film del 2001 diretto da Ferzan Özpetek, con Margherita Buy e Stefano Accorsi. La pellicola uscì in Italia il 16 marzo 2001. In virtù dei numerosi premi vinti dopo l’uscita e il successo negli anni successivi, è in realizzazione una serie di 8 episodi che sarà disponibile su Star, il nuovo programma di intrattenimento su Disney+. Il regista oggi, durante l’evento di presentazione, ha ricordato il film originale raccontando come all’inizio la distribuzione non fosse convinta del titolo:

“Quando è nata idea delle Fate, il titolo fu bloccato da distribuzione, “Non va bene per famiglie”, pensavano. È stato un trionfo proprio tra le famiglie, abbiamo regalato un nuovo sguardo sulla società. Sono passati più di 20 anni, quando mi è stato chiesto di girare la serie però avevo timore a rifarlo, oggi l’idea che un marito possa tradire la moglie con un uomo non è un tabù, la cosa a cui punto di più è tradimento di un mondo. Lei scopre di non conosce l’uomo con cui sta. Il problema non è la sua sessualità ma la sua testa. Lavoriamo giorno e notte al nuovo progetto”

Nel cast de Le fate ignoranti del 2001 oltre a Margherita Buy e Stefano Accorsi troviamo anche Serra Yilmaz, Gabriel Garko, Erika Blanc, Filippo Nigro, Koray Candemir, Lucrezia Valia, Ivan Bacchi, Rosaria De Cicco, Andrea Renzi, Luca Calvani e Carmine Recano.

Tra i premi vinti ricordiamo 4 Nastri D’Argento (Miglior produttore a Tilde Corsi, Gianni Romoli, miglior soggetto, migliore attore protagonista a Stefano Accorsi, migliore attrice protagonista a Margherita Buy), 3 Globi d’Oro (Miglior regista a Ferzan Özpetek Miglior attore a Stefano Accorsi Miglior attrice a Margherita Buy), 4 Ciak d’Oro (Miglior attore protagonista a Stefano Accorsi, Migliore fotografia a Pasquale Mari, Migliore scenografia a Bruno Cesari, Miglior manifesto a Paolo Sestito)