KIAROSTAMI, QUANDO CI RACCONTÒ IL SUO CINEMA

«È meglio non sapere cosa succederà domani»: questo diceva nel 2013 Abbas Kiarostami al nostro direttore Piera Detassis, che lo ha intervistato in un’indimenticabile lezione aperta allo Ied di Milano per Film Factory. Il grande regista persiano, scomparso ieri all’età di 76 anni, in quell’occasione ha parlato con il pubblico del suo film giapponese Qualcuno da amare e del suo metodo di lavoro più unico che raro.

«Perché ho scelto il cinema come mezzo di espressione? Non lo so; io volevo diventare un pittore…». Poetico, metaforico ma sempre legato alla realtà e alle immagini che la sua mente trasformava in opere filmiche, Kiarostami usava la pellicola proprio come una tela per dipingere le infinite sfaccettature dell’animo umano. Ma in fondo che cos’è un regista? «Per Bernardo Bertolucci il regista è un serial killer? Per me ha in mano un bisturi, che gli serve per tagliare, non per uccidere. Taglia per dare la vita, non per toglierla». Non sappiamo esattamente cosa accadrà domani, ma siamo certi che il suo sguardo sul mondo resterà indelebile nella nostra memoria. «Io guardo agli occhi delle persone quando voglio “ascoltarle”, capire quello che hanno dentro».

Non perdetevi il video dell’incontro con Abbas Kiarostami!