VENEZIA73: NATALIE PORTMAN E LILY-ROSE DEPP SUL RED CARPET DI “PLANETARIUM”

«Non ho scelto io di essere famosa». Ha detto proprio così Lily-Rose Depp in un’intervista rilasciata un anno fa, all’età di sedici anni. E ha ragione. Anche avesse scelto di fare l’astronauta o la veterinaria, la figlia di Johnny Depp – uno degli attori più amati di sempre, turbolenze comprese – e Vanessa Paradis, modella, cantante e attrice conosciuta in tutto il mondo, non sarebbe sfuggita all’attenzione di giornalisti, intrattenitori e curiosi, se non altro per il bel viso che non lascia via di scampo, sintesi perfetta dei lineamenti di mamma e papà.

Senza scelta, nutrita a pane e celebrità da quando era in culla (aveva un anno quando la sua voce finì su alcune tracce dell’album di sua madre, Bliss) oggi Lily-Rose viaggia per il mondo e partecipa ai più importanti Festival. Dopo Cannes, dove l’abbiamo vista in La Danseuse, oggi sarà a Venezia per Planetarium, dove la vedremo al fianco di Natalie Portman interpretare una delle due sorelle Barlow, sensitive a cui un produttore propone di prendere parte a un film sui fantasmi.

Ma essere sotto i riflettori ha anche i suoi lati spiacevoli, soprattutto in un periodo come questo, in cui papà Johnny sembra aver perso la testa (si è amputato un dito per scrivere insulti con il proprio sangue) causa la separazione da Amber Heard. «Mio padre è una persona meravigliosa», aveva detto Lily-Rose, per difenderlo dalle accuse. E non dubitiamo sia così, con lei. Memorabile la commozione di papà Depp nel raccontare la malattia della figlia che a sette anni, nel 2007, rischiò di morire a Londra per un’infezione da escherichia coli. Da allora l’attore appena può va a far visita ai reparti pediatrici degli ospedali, dove i bambini tornano a ridere almeno per un momento, davanti al pirata Jack Sparrow.

(Ph. Piermarco Menini)

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