American Horror Story 6: secondo i creatori, la stagione è divisa in tre segmenti

La suddivisione in capitoli di American Horror Story: Roanoke non poteva certamente essere casuale, così come casuale non è affatto la scelta di una narrazione in stile docu-fiction. Intervistati da EW, i creatori della serie Ryan Murphy e Brad Falchuk si sono lasciati andare ad alcune dichiarazioni che, al di là dei loro toni come di consueto piuttosto criptici, danno ad intendere ci sarà molto ancora da scoprire sull’andamento e i contenuti della nuova stagione. Roanoke si prepara a sconvolgere infatti i suoi spettatori rivelando almeno due grossi cambiamenti di rotta nella trama, previsti all’altezza del sesto e del decimo episodio. Dando perciò uno sguardo complessivo alla stagione, essa risulta a questo punto suddivisa in tre segmenti: il primo, con la narrazione più distesa, che comprende dall’episodio 1 al 5, il secondo di media intensità dal 6 al 9, e infine il terzo, quello definitivo, il 10.

Gli episodi decisivi saranno dunque il sesto e il decimo, l’explicit, nel quale finalmente capiremo che cosa abbiamo visto per due mesi circa. “Vedrete iniziare tutto dal sesto episodio: lo show ha un’enorme svolta e ciò che pensate di guardare ora non è ciò che state guardando” ha profetizzato Murphy con tono sibillino.

“Anche se il tema è ormai emerso,” gli ha fatto eco il collega Falchuk, “al momento non è rilevante, visto che nessuno può capire dove stiamo andando”. A dire la verità, tutto ciò non dovrebbe stupire più di tanto i fan della serie, dal momento che le ultime stagioni ci hanno abituato ad un andamento a dir poco labirintico delle storie principali, arrivati all’esito delle quali interveniva la delusione di aver fatto tanta strada per un bottino troppo magro. La speranza, dunque, è che almeno da questo punto di vista le sorprese siano di tenore ben maggiore di quelle che speravano di intrattenerci gli anni scorsi. “Non importa ciò che state pensando che la stagione sia, perché non lo è”, ha proseguito l’autore, “poi arriverà il sesto episodio e sarete tipo ‘Un momento: che cosa è successo?'”. E Murphy gli ha dato manforte proseguendo col dire che “E’ come un cappello in un altro cappello e così via, che abbiamo dovuto proteggere”.

A nostro modesto avviso, un progetto del genere è sì accattivante quanto anche però fortemente pericoloso, per il rischio che l’esaltazione con cui i colpi di scena sembra siano stati concepiti abbia fatto partorire agli autori idee troppo stravaganti, e che queste finiscano poi col non combaciare in maniera del tutto coerente con il resto della storia, la quale d’altronde pare aver preso finora le mosse col piede giusto.

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