Locarno Film Festival, il Pardo alla carriera a Fredi M. Murer

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Fredi M. Murer

Locarno Film Festival ha assegnato Il Pardo alla carriera a Fredi M. Murer, figura chiave del cinema indipendente svizzero e internazionale nonché artista libero e visionario, la cui creatività e spirito innovativo, linee guida di oltre cinquant’anni di carriera, hanno segnato profondamente la storia del cinema elvetico. La sua poetica ha sempre rispecchiato un impegno politico e civile che hanno permesso di vedere il mondo – e la Svizzera – con occhi diversi. Visione che il Locarno Film Festival ha scoperto nel 1979, con il film Grauzone. Inoltre la 72esima edizione del Festival (in programma 7 al 17 agosto).grauzone

I restauri delle opere di Murer a Locarno72 non finiranno però con Grauzone. Il Festival sarà infatti palcoscenico anche per un’altra opera che ha di recente ritrovato la sua luce originale, Wir Bergler in den Bergen sind eigentlich nicht schuld, dass wir da sind (1974), una delle più importanti pellicole di Murer, omaggiata con il premio FIPRESCI a Locarno nel 1975, il cui seguito, Der grüne Berg (1990), venne presentato dal regista proprio al Festival nel corso della prima edizione della sezione parallela dedicata ai documentari, la Semaine de la critique. Questa sezione festeggia quest’anno i suoi primi 30 anni di vita e riproporrà, nel corso di Locarno72, il film Der grüne Berg nella sua ritrovata veste, aggiungendo così un terzo restauro al programma dedicato al regista.

Der grüne Berg

Celebrando Murer non poteva ovviamente mancare la proiezione di un altro caposaldo della sua filmografia e dell’albo d’oro di Locarno: Höhenfeuer, pellicola indimenticabile che nel 1985 il Locarno Film Festival premiò con il Pardo d’oro, completerà la quadrilogia di restauri del cineasta svizzero presentati al pubblico durante Locarno72. L’omaggio a Murer, regista, sceneggiatore, fotografo e anche illustratore, sarà completato dall’esposizione di una selezione di sue tavole originali. «Il Locarno Film Festival è sempre anche vetrina del cinema svizzero, declinato in ogni momento: presente, futuro e passato. Rappresentando i suoi contemporanei, immaginando il futuro anche oscuro del suo Paese, ascoltando la storia degli abitanti dei territori più discosti, Fredi M. Murer ha giocato con il tempo, cioè con la sua arte e con la sua epoca. Dipingendo la Svizzera, Murer ha ridisegnato il cinema svizzero. Sono molto felice di onorare uno dei più grandi registi svizzeri per la mia prima edizione.» ha spiegato Lili Hinstin, Direttrice artistica del Locarno Film Festival.