Richard Linklater parla di Trascendentalism e dell’animazione sull’Apollo

Il regista ci aggiorna sui suoi prossimi intriganti progetti.

Richard Linklater

La novità si chiama Trascendentalism, ma quasi tutti siamo ancora in attesa del suo annunciato Apollo 10½. All’incirca un anno fa, la notizia che Richard Linklater si stesse dedicato a una serie animata destinata a Netflix e dedicata alla missione lunare dell’Apollo 11 aveva acceso la fantasia di molti. Poi, ci ha pensato la pandemia di Covid-19 a distrarre tutti, regista compreso

“Ci ho lavorato su sin dalla Pandemia, – dice Linklater della sua animazione. – Uscirà all’inizio del prossimo anno, immagino. È come Waking Life 20 anni dopo, ma l’ho girato con il Green Screen ed è più ambizioso. È stato un film divertente su cui lavorare durante un periodo altrimenti miserabile”.

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L’idea nasceva dall’infanzia del regista, a Houston, che l’ha trasformata in una sceneggiatura nella quale la missione della Nasa viene vissuta attraverso gli occhi di un ragazzino eccitato, strappato alla sua quotidianità per iniziare segretamente la preparazione per un viaggio sulla Luna. “Un viaggio divertente e creativo”, come lo chiama lui, che trasformerà le fantasie di un bambino di terza elementare in un mix di “grafica 3D e riprese live action”.

Quanto al Trascendentalism di cui aveva parlato Hawke al Festival di Karlovy Vary, rivelando come Linklater fosse già al lavoro sullo script, il diretto interessato ha specificato:

“Ethan ha blaterato di questo ultimamente, ma ci lavoro dal 1989. Ho conosciuto lo scrittore Robert Richardson prima che morisse e sono cresciuto andando con mio padre alla sua chiesa unitaria. È difficile fare un film su personaggi storici che non siano personaggi militari o politici, ma vorrei fare un film sulle idee ambientato negli anni Quaranta o Cinquanta dell’Ottocento. Tante donne di quell’epoca sono state trascurate”.

Un progetto che potrebbe ‘trascendere’ i confini del lungometraggio, e diventare facilmente una serie. Possibilità sulla quale lo stesso regista ammette di aver lavorato, soprattutto perché “sopraffatto dalla quantità di materiale. Davvero grande”.

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“Sono stati i primi leader del movimento abolizionista – aveva sottolineato Ethan Hawke; – erano vegetariani e hanno combattuto per i diritti delle donne. [Richard] è ossessionato da come le loro idee siano ancora molto radicali. Potrebbe essere un film fantastico”.

Qui come descrive il Trascendentalismo l’Enciclopedia Treccani:

Movimento poetico e filosofico nordamericano che ebbe il suo centro nella Nuova Inghilterra nella prima metà del 19° secolo. Le sue origini risalgono al 1815, quando la Chiesa unitaria si staccò dal calvinismo ortodosso, con un’affermazione di liberalismo religioso; ma solo nel 1836 R.W. Emerson fornì, in Nature, la formulazione più precisa delle istanze trascendentalistiche. Il t. volle essere insieme ribellione all’ortodossia unitariana e affermazione dell’originalità della cultura americana in confronto alla cultura europea. Per il t. l’unica realtà è quella trascendentale, che impronta di sé ogni altra realtà: in sostanza, fu una reazione al razionalismo e alle posizioni, anche morali, religiose e sociali che a esso più o meno direttamente s’ispiravano; e, insieme, un’esaltazione dell’individuo nei suoi rapporti con la natura e la società. Il t. è l’aspetto americano del romanticismo e del romanticismo americano rappresenta il vertice ideologico e anche artistico.
Caposcuola è generalmente considerato Emerson, che esercitò larga influenza sui contemporanei attraverso numerosi saggi e conferenze e per mezzo della rivista, The Dial

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