Robocop: ecco perché il reboot non ha funzionato secondo Joel Kinnaman

Lo sfortunato remake di RoboCop interpretato da Joel Kinnaman e diretto da José Padilha non ha avuto i risultati sperati anche se incassò 242 milioni (costato circa 100 – 130 milioni).

Il film, uscito nel 2014, doveva rilanciare il franchise dando vita ad una nuova saga sul personaggio. Invece venne bocciato pesantemente da fan e critica.

Ora, in una recente partecipazione al podcast di Playlist, Joel Kinnaman a distanza di anni parla liberamente del film e del suo ruolo: “Il film non tiene in considerazione ciò che i fan hanno amato dell’originale. Bisognava rendergli omaggio. E penso che i produttori, i registi e io incluso non capissimo davvero come farlo nel modo giusto. Penso che sia un film davvero solido, semplicemente non era RoboCop“.

Continua l’attore:

“La prima intervista che ho fatto per RoboCop è stata subito dopo esser stato scelto. La domanda era: ‘Quindi, sarà classificato come R?’ e io ‘Certo, sarà classificato come R! Solo un idiota farebbe di RoboCop un film PG-13’. La mattinata successiva mi sono svegliato con 47 chiamate perse”.

Questo perché il film venne effettivamente distribuito con rating PG-13 negli Stati Uniti.

Il film, svolto nel 2028, racconta di un’azienda di robotica che vede la possibilità di applicare la sua tecnologia sull’uomo trasformando un agente di polizia gravemente ferito in un cyborg. L’esperimento sembra riuscire nel migliore dei modi, se non fosse che i ricordi di Murphy continuano ad affiorare insistenti, provocando uno shock emotivo nel cyborg.