Sylvester Stallone: “Ogni mio film potrebbe essere l’ultimo”

Sylvester Stallone è stato intervistato da Esquire Middle East dove ha ripercorso alcune tappe importanti della sua carriera

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Sylvester Stallone, in occasione dell’uscita di The Suicide Squad – Missione suicida, è stato intervistato da Esquire Middle East dove ha ripercorso alcune tappe fondamentali della sua carriera. L’attore si è soffermato anche sul suo presente affermando che ogni film che gira, vista la sua età, può essere l’ultimo.

“Alla mia età, ormai, guardo ogni film come se fosse il mio ultimo proiettile. Cerco di dirigerlo nella giusta direzione e lavoro sodo. Non è sempre stato così. Negli anni ’80 mi sentivo come se dovessi vivere per sempre. Per questo motivo non ho dato troppa attenzione al mio lavoro. Avevo film in programma per anni e anni e quella, ai miei occhi, era l’unica cosa importante. Quando invecchi, migliori. Ottieni un po’ di saggezza.”

Lo stesso attore si è soffermato anche su un suo grande rimpianto:

“C’è un pezzo di carta sulla mia parete che dice qualcosa come “Caro signor Stallone, voglio congratularmi con lei per le sue nomination all’Oscar per Rocky. Firmato, Charlie Chaplin”. Era del 1977 e all’epoca solo altre due persone erano state nominate sia per la migliore sceneggiatura che per il miglior attore: Orson Welles per Quarto Potere e Charlie Chaplin per Il grande dittatore. Non ho mai incontrato Charlie Chaplin. All’epoca ero davvero stupido. Ero giovane e pensavo: “Ci sarà tempo per farlo dopo”. Ma sei mesi dopo è morto. È uno dei miei più grandi rimpianti nella vita, non aver preso al volo quell’opportunità.”