The Handmaid’s Tale, Cada Gilead, con tutti i figli suoi: la quarta stagione

Arriva la quarta stagione di The Handmaid’s Tale, una delle serie più amate degli ultimi anni, sempre con Elsabeth Moss nei panni dell’ancella rivoluzionaria June Osborne

The Handmaid's Tale 2

L’appuntamento è da circoletto rosso sul calendario. Il 29 aprile, in esclusiva italiana su TimVision, è tornata The Handmaid’s Tale, con la quarta stagione della serie tratta dal romanzo omonimo di Margaret Atwood.

Si parte con i primi tre episodi, con solo un giorno di differenza con la messa in onda negli Stati Uniti. Poi, ogni giovedì per sette settimane si dipaneranno le vicende di June Osborne a Gilead, nell’America distopica immaginata dalla scrittrice canadese nel 1985.

Un piccolo riassunto delle puntate precedenti di The Handmaid’s Tale

Il tasso di fertilità negli Stati Uniti è vicino allo zero, le cause principali sono le malattie trasmesse sessualmente e l’altissimo tasso di inquinamento. I movimenti integralisti religiosi populisti diventano sempre più potenti, fino allo scatenarsi di una guerra civile che porta alla costituzione di un regime totalitario in cui le donne vengono ridotte in schiavitù e costrette a essere violentate dagli alti dirigenti della giovane nazione di Gilead a scopo riproduttivo.

Le ancelle, questa la loro casta, devono indossare tutte lo stesso abito rosso e una cuffia bianca. Tra loro c’è June Osborne, ex editor di successo, a cui è stata strappata la figlia piccola al momento della cattura. Ed è molto arrabbiata per questo.

Andata in onda per la prima volta il 26 aprile del 2017, The Handmaid’s Tale è stata una serie profetica, arrivata pochi mesi prima dello scandalo Weinstein e girata quando Donald Trump non era ancora diventato Presidente degli Stati Uniti. Dopo una prima stagione molto fedele al romanzo della Atwood, gli eventi raccontati nelle successive due hanno seguito da vicino l’attualità politica e sociale.

Le Ancelle sono diventate un simbolo di protesta in tutto il mondo, guidate dall’iconico volto di June Osborne, interpretata da Elisabeth Moss, che per questo ruolo ha vinto, tra i tanti premi, un Golden Globe e due Emmy. Molte cose sono successe nel corso delle 36 puntate di The Handmaid’s Tale, con una tensione crescente e soprattutto una violenza, fisica e psicologica, sempre maggiore nei confronti delle donne.

the handmaid's tale

Vera televisione militante e di denuncia della condizione femminile, inserita in una produzione di altissimo livello e un cast notevole. Oltre alla Moss, già una delle protagoniste della serie di culto Mad Men, e quest’anno star di The Invisible Man, rilettura femminista del classico della Universal tratto da H.G. Wells, ritroviamo in questa quarta stagione gran parte dei volti incontrati in passato. Yvonne Strahovsky (Chuck, Dexter) veste nuovamente i panni di Serena Waterford, l’ideologa di Gilead e moglie di Fred (Joseph Fiennes), i primi padroni di June. Nella loro casa June ha conosciuto Nick (Max Minghella) attendente di Fred rivelatosi poi ben diverso dalle apparenze.

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Così come il comandante Joseph Lawrence, altissimo dirigente del partito di Gilead che ha accolto June dopo essere stata allontanata da Serena, per cui aveva finalmente generato una figlia. Lawrence è interpretato da Bradley Whitford, monumento della serialità americana, protagonista della serie creata da Aaron Sorkin The West Wing. C’è anche una importante new entry, la giovane McKenna Grace, che vedremo presto protagonista di Ghostbusters: Legacy.

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Il trailer della quarta stagione di The Handmaid’s Tale preannuncia dieci puntate in cui il mondo di Gilead verrà sconvolto e June inizierà a mettere in pratica la vendetta nei confronti dei suoi carnefici, a partire dalla “kapò” Lydia (interpretata da Ann Dowd, ruolo per cui ha vinto un Emmy Award). Sarà il preludio al gran finale della quinta stagione, già confermata da Hulu, la piattaforma streaming che produce e distribuisce la serie negli Stati Uniti.

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