Tre piani – La recensione

Italia, Francia 2021 Regia: Nanni Moretti Interpreti: Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Elena Lietti, Adriano Giannini, Denise Tantucci Distribuzione: 01 Distribution Durata 1h e 59’.

IL FATTO

Al primo piano di una palazzina vivono Lucio, Sara e la loro bambina di sette anni, Francesca. Quando la piccola, affidata all’anziano vicino di casa, scompare per molte ore, Lucio teme che a sua figlia sia accaduto qualcosa di terribile e la sua paura si trasforma in una vera ossessione. Al secondo piano vive Monica, alle prese con la sua prima maternità. Suo marito Giorgio trascorre lunghi periodi di lavoro all’estero e la donna lotta contro la solitudine e il timore di diventare un giorno come sua madre, affetta da disturbi mentali. Dora è una giudice, come suo marito Vittorio. Abitano all’ultimo piano insieme al figlio di vent’anni, Andrea. Una notte il ragazzo, ubriaco, investe e uccide una donna e, sconvolto, chiede ai genitori di fargli evitare il carcere.

L’OPINIONE

Un Moretti senza Moretti, hanno commentato alcuni critici francesi. Primo film di Nanni partito da un soggetto non originale (dall’omonimo romanzo di Eshkol Nevo) e privo di quell’umorismo che caratterizza la quasi totalità del cinema del regista romano, Tre piani, in concorso all’ultimo Festival di Cannes, sintetizza tutto lo sgomento dell’autore al cospetto della realtà che lo circonda, ma non il totale disincanto che emerge invece dalle pagine del romanzo. Moretti rivendica il diritto al cambiamento, quello che consente alle protagoniste del suo film di salvarsi rompendo gli schermi e aprendosi al mondo esterno, e quello che permette a lui stesso di prendere un’altra direzione, assai più astratta, essenziale e pudica, rinunciando al protagonismo e scegliendo una maggiore condivisione. Se nel film Moretti interpreta l’inflessibile giudice deciso a punire severamente il figlio chiedendo alla moglie da che parte sta, è ai personaggi femminili interpretati da Margherita Buy, Alba Rohrwacher ed Elena Lietti che guarda con speranza, è in loro che sembra identificarsi, è insieme a loro che torna a sorridere e a vivere.

SE VI È PIACIUTO GUARDATE ANCHE…

Un altro film di Moretti, La stanza del figlio, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes 2001.

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