Viggo Mortensen: “Le critiche a Green Book sono un mucchio di stronz**e”

All'attore non vanno giù le critiche rivolte al film vincitore dell'Oscar nel 2019, accusato di razzismo mascherato

La storia d’amicizia tra un buttafuori italoamericano e un pianista afroamericano nell’America negli anni sessanta raccontata in Green Book sembrava aver convinto tutta Hollywood, tanto da venir premiata nel 2019 con tre premi Oscar, tra cui la prestigiosa statuetta per miglior film. La pellicola diretta da Peter Farrelly, tuttavia, è andata incontro con il tempo ad alcune critiche, che imputano il fatto di aver mostrato una rielaborazione del tema del “salvatore bianco” e di conseguenza di un razzismo mascherato. Tali accuse non sono andate particolarmente giù ad uno dei protagonisti del film, Viggo Mortensen, il quale in una recente intervista con The Independent è tornato a parlarne, dichiarando tutto il suo disappunto per la connotazione negativa che acquisito il film:

«È diventato quasi un cliché dire: “Questo film sarà il Green Book di quest’anno? Green Book è diventato un dispregiativo. Gran parte delle critiche che gli sono state rivolte non solo erano irragionevoli, ma anche imprecise, mendaci e irresponsabili», ha commentato la star sessantaduenne: «Le critiche si basano su un mucchio di stronz*** per tornaconto personale e niente di più. Hanno influito su quello che sto facendo o su come la gente mi vede come attore? Forse sì, ma non posso davvero farci nulla».

Viggo Mortensen è stato al centro di alcune controversie anche per il suo nuovo film, Falling, da lui scritto, diretto e interpretato, che racconta la storia drammatica di un uomo gay sposato che deve prendersi cura di suo padre, vecchio conservatore omofobo e afflitto da demenza. La decisione di Mortensen di interpretare lui stesso un personaggio omossessuale ha scatenato polemiche, alle quali l’attore ha saputo dare una risposta estremamente pungente, ma efficace.

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