NINA SIMONE: DAL 22 APRILE IL FILM CON ZOE SALDANA CHE “SBIANCA” LA DIVA DELLA BLACK MUSIC

13 anni fa, nello stesso giorno in cui ora ci ha lasciati Prince, moriva anche Nina Simone: a celebrarla arriva un nuovo film già carico di polemiche, a partire dalla scelta della protagonista, Zoe Saldana

Nina Simone
Nina Simone

Troppo bianca o troppo poco nera, la Nina Simone messa in scena da Cynthia Mort non piace ai fans dell’icona black. Dopo What happened, Miss Simone? di Liz Garbus, presentato al Sundance e al Festival di Berlino, il nuovo biopic non sembra promettere lo stesso successo. Alla vigilia dell’uscita della pellicola, prevista per il 22 febbraio e esclusivamente on demand, le polemiche continuano a infuriare mentre la regista prova a parare i colpi e, a Buzzfeed, spiega la scelta di Zoe Saldana, in seguito alla rinuncia della prescelta Mary J. Blige.

L’attrice di padre domenicano e madre portoricana dalla pelle chiara e tratti latini rende poco verosimile l’interpretazione della cantante nordafricana. Alle critiche degli aficionados delusi, si è unita la famiglia che per voce di Lisa Simone Kelly, figlia di Nina, ha difeso l’attrice e spostato il mirino sul film in generale. “Lei ha dato il meglio per questo progetto, ma sfortunatamente viene attaccata quando non è di certo responsabile dell’aver scritto la storia e le sue bugie – ha spiegato in un’intervista a Time – Ci sono molte attrici di colore che potrebbero interpretare mia madre in modo più adeguato, portandola sullo schermo ma con la giusta sceneggiatura, con la giusta squadra ed una volontà di rispettare la verità del percorso di mia madre. E questo film, secondo me, non fa niente di tutto questo”.

Zoe Saldana nei panni di Nina Simone
Zoe Saldana nei panni di Nina Simone

A difesa dell’attrice che definisce “onesta, coraggiosa e impetuosa”, si schiera anche la regista che spiega la scelta di Zoe come una “decisione creativa”, consapevole del peso delle finanze in queste situazioni. Mort ribatte che gli attori neri sono tanti, sebbene Hollywood non risplenda per diversità. E aggiunge che altre attrici erano state prese in considerazione prima di Zoe Saldana, ma non erano accettabili per i finanziatori che preferivano un grande nome. L’accusa di “whitewashing”, lo sbiancamento della stella della black music, ci riporta al tormentone degli #OscarSoWhite.

Nonostante tutto, Zoe Saldana ripercorre la vita della musicista jazz e pianista, dagli esordi al successo internazionale, senza omettere la relazione sentimentale con suo marito e manager Clifton Henderson (David Oyelowo) e le violenze da lui subite. Cynthia Mort non risparmia i dettagli più crudi. Tra realtà e finzione di una querelle che mette continuamente in discussione la verosimiglianza della storia, il biopic si snoda sull’unica certezza, la musica. A ritmo di My Baby Just Cares For Me e To Love Somebody, Cynthia Mort ritorna a quella prima volta in cui trascorse nei primi anni ’90 una giornata con Eunice Kathleen Waymon. “Ti dirò quanto è importante la libertà per me – nessuna paura”, le parole di Nina Simone infine prevalgono sulla folle querelle.

Francesca Ferri