OSCAR 2016: BRIE LARSON, LA RAGAZZA CON LA STATUETTA D’ORO

Alla sua prima nomination, la ventiseienne Brie ha conquistato l’Academy Award come miglior attrice per Room, dopo aver vinto anche Golden Globe e BAFTA: è lei la nuova stella al femminile di Hollywood?

Brie Larson

In un abito blu firmato Gucci, Brie Larson, si è concessa ai flash dei fotografi posizionati sul red carpet allestito davanti al Dolby Theatre prima di rilasciare le interviste di rito che precedono la cerimonia degli Oscar. Una premiazione che ha visto Mad Max: Fury Road vincere i maggiori riconoscimenti tecnici (fotografia a parte) contro Revenant che si è aggiudicata, invece, l’Oscar per regia per veder, infine, trionfare come miglior film dell’anno Il Caso Spotlight. Ma quella di ieri è stata anche la notte di due giovanissime interpreti alla loro prima nomination: Alicia Vikander e, per l’appunto, Brie Larson. Proprio la ragazza di Sacramento si è “guadagnata”, infatti, la statuetta come miglior attrice protagonista per l’intenso ruolo di Joy in Room, pellicola diretta dall’irlandese Lenny Abrahamson e adattamento del best seller di Emma Donoghue. A consegnarle l’ambito riconoscimento Eddie Redmayne, l’attore che lo scorso anno ha vinto per la sua prova ne La Teoria del Tutto. Tra gli applausi della platea, dopo un bacio al compagno Alex Greenwald, il primo abbraccio di Brie è stato quello per il suo piccolo co-protagonista Jacob Tremblay con il quale ha condiviso il set e ha stabilito un rapporto profondo che ha permesso loro di creare quell’alchimia che contraddistingue ogni sequenza della pellicola.

Brie Larson e Jacob Tremblay
Brie Larson e Jacob Tremblay dopo l’annuncio della vittoria dell’attrice

Brie Larson ha conquistato così il suo personale Grande Slam composto da Golden Globe, BAFTA e Oscar, riconoscimenti ai quali bisogna aggiungere il Critics Choise e lo Screen Actors Guild e l’Indipendent Spirit Award (per un totale di trenta premi vinti durate l’awards season). Una vera e propria consacrazione che arriva dopo anni di ruoli secondari tra tv e grande schermo, sottolineati anche durante il discorso di ringraziamento, che l’ha vista dedicare un pensiero speciale al pubblico, tassello fondamentale per chi fa cinema. Un debutto, da giovanissima, negli sketches del The Tonight Show with Jay Leno ai quali sono seguiti diversi ruoli in serie tv, dai quali ha dichiarato di non voler rimanere “intrappolata”, e piccole apparizioni cinematografiche che dalla fine degli anni ’90 le hanno permesso poi di prendere parte a progetti interessanti, per lo più di stampo indipendente, nei quali si è fatta notare e lodare per le ottime prove attoriali. Dall’adolescente brillante ma problematica di United States of Tara – serie scritta da Diablo Cody e ideata da Steven Spielberg – al fianco di Tony Colette e John Corbett a Lo stravagante mondo di Greenberg diretta da Noah Baumbach fino al dolceamaro dramma sentimentale di James Ponsoldt con The Spectacular Now passando anche per il suo esordio alla regia con i corti Weighting e The Arm.

Brie Larson

Lo spartiacque della sua carriera però arriva nel 2013 con il bellissimo (ma sfortunatamente inedito in Italia) Short Term 12 nel quale l’attrice veste per la prima volta il ruolo da protagonista. Una pellicola, debutto al lungometraggio di Destin Cretton, nella quale la Larson dà vita ad un personaggio complesso – Grace, tutor in un centro per adolescenti in difficoltà – diviso tra fragilità e forza, grazie al quale, come dichiarato dallo stesso Lenny Abrahamson, entra nella ristretta rosa di nomi in lizza per il ruolo di Joy. Da qui è storia nota, dopo il successo ottenuto al Telluride e al Toronto Film Festival, Brie Larson, ha conquistato pubblico e stampa con la sua prova in Room che l’ha catapultata nell’olimpo dorato di Hollywood, già pronto a farne una star con Kong: Skull Island, reebot del franchise dedicato a King Kong, previsto per il 2017 e diretto da Jordan Vost-Roberts, nel quale l’attrice dividerà il set con Samuel L. Jackson e Tom Hiddleston nel ruolo che fu di Jessica Lange e Naomi Watts.

 

 

 

 

Manuela Santacatterina

 

 

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