OSCAR 2016: I MIGLIORI DISCORSI DI RINGRAZIAMENTO DI SEMPRE

C’è chi ha riso, chi ha pianto e chi invece ha usato solo sei parole per portare a casa un Oscar. Nell’attesa di conoscere i vincitori del 2016 rivediamo i cinque migliori discorsi di ringraziamento della storia della cerimonia

oscar a Federico FelliniLa notte degli Oscar si avvicina e presto sapremo i nomi di tutti i vincitori scelti dall’Academy. Sarà il momento del meritato trionfo di Leonardo DiCaprio? E quale sarà il Miglior film? Brie Larson conquisterà l’ambita statuetta? Nell’attesa di scoprire chi otterrà il prestigioso premio, facciamo un passo indietro nella storia degli Academy Awards per rivedere i cinque migliori discorsi di ringraziamento della storia della cerimonia. Come dimenticare il momento della premiazione di Roberto Benigni o l’Oscar alla carriera consegnato al Maestro Federico Fellini nel 1993? Ma tra lacrime e risate c’è anche chi detiene il record per uno dei discorsi di ringraziamento più brevi di sempre. Per scoprire di chi si tratta, non perdete la nostra classifica!

5. LA GIOIA DI ROBERTO BENIGNI TRAVOLGE LA PLATEA. Nel 1999 Benigni vinse l’Oscar per il Miglior film straniero con La vita è bella. A consegnare la statuetta fu Sophia Loren. Dopo aver sentito il suo nome, il comico toscano diventò protagonista di una delle premiazioni più folli e gioiose della storia della cerimonia.

 

4. PLEASE, GIULIETTA, STOP CRYING! Era il 1993. Due attori indimenticabili del cinema italiano come Sophia Loren e Marcello Mastroianni furono chiamati sul palco per premiare Federico Fellini, che ottenne uno meritatissimo Oscar alla carriera. Per sua stessa ammissione il regista di Amarcord avrebbe potuto ringraziare moltissime persone ma ne scelse solo una, Giulietta Masina, trasformando il discorso di ringraziamento in un simpatico siparietto tra marito e moglie.

 

3. QUANDO IL CINEMA DIVENTA IMPEGNO POLITICO. Nell’anno della polemica per gli Oscar troppo bianchi e del possibile trionfo di Revenant – Redivivo, la scelta di Marlon Brando di boicottare la cerimonia nel 1973 torna di nuovo attuale. L’attore avrebbe dovuto ricevere la statuetta come migliore interprete maschile per il suo ruolo ne Il Padrino ma al suo posto fece salire sul palco Sacheen Littlefeather, che denunciò le discriminazioni dell’industria cinematografica ai danni dei nativi americani.

 

4. FORTE COME UN SORRISO. Se ricevi il premio più importante per la tua carriera, hai solo due alternative: puoi scioglierti in un pianto liberatorio oppure puoi conquistare tutti con grazia, intelligenza e autoironia. Un esempio? La vittoria come Migliore attrice protagonista di Julia Roberts che nel 2001 conquistò la giuria con la sua interpretazione di Erin Brokovich. L’incredulità portò l’ex Pretty Woman a stringere più volte la statuetta quasi per essere sicura che fosse davvero sua, ma alla fine la tensione e l’euforia vennero stemperate in una meravigliosa risata.

 

5. RAPIDO MA EFFICACE. Sei parole possono bastare prima di portare a casa un Oscar? Evidentemente sì per Joe Pesci che nel 1991 si aggiudicò il premio come Migliore attore non protagonista per la sua interpretazione in Quei bravi ragazzi. Pesci scelse la sintesi e commentò la vittoria dicendo: Â«È un privilegio per me, grazie ». Sappiate però che c’è qualcuno che ha saputo fare di meglio come l’attrice Patty Duke che riuscì a dire solo: «Thank you ».

Laura Molinari