Paolo Conte, Via Con Me – La recensione

Sarà sugli schermi distribuito dalla Nexo per soli tre giorni, 28, 29 e 30 settembre.

Un ritratto che regala felicità e commozione, per chi è suo fan (come chi scrive, da tempi ormai lontani). Paolo Conte è l’uomo che ha portato la lirica dolente (e comica) del tinello marron e delle fughe all’inglese sui palcoscenici del mondo, adottato e amato dai francesi che ce lo invidiano. Tra jazz (classico) e pop, fisarmoniche da liscio e cadenze andine, accompagnato sul palco da “vecchie scimmie” della musica, Paolo Conte, 6 gennaio 1937 – di un anno esatto più vecchio del suo grande “testimonial” Adriano Celentano – da sobria e musicofila famiglia di notai e avvocati (e per anni ha percorso in parallelo ufficio e carriera, conservandone grata memoria), si racconta qui in un lungometraggio affezionato costruito a mosaico da spezzoni musicali, materiali documentari della tv passata, aneddoti su tante meravigliose sue canzoni, dichiarazioni di musicisti e personaggi sodali (Roberto Benigni, Vinicio Capossela, Caterina Caselli, Francesco De Gregori, Stefano Bollani, Giorgio Conte, Pupi Avati, Luisa Ranieri, Luca Zingaretti, Renzo Arbore, Paolo Jannacci, Vincenzo Mollica, Isabella Rossellini, Guido Harari, Cristiano Godano, Giovanni Veronesi, Lorenzo Jovanotti, Jane Birkin, Patrice Leconte, Peppe Servillo).

Giorgio Verdelli ha il polso e il mestiere per questo tipo di narrazioni (da ricordare il suo lavoro  su Pino Daniele, Il tempo resterà, del 2017), trova le chiavi adatte per introdurci nel  mondo dell’artista, tipo una simpatica introduzione che segue una topolino amaranto tra le gobbose strade delle Langhe; intervista scavando e portando alla luce pepite interessanti, lampi di memoria e saggezza. Ad esempio fa dire a un esuberante Benigni che sembra sempre trovare sul posto le parole “giuste”, il possibile segreto dell’arte contiana: “la canzone per la canzone, nella superficie c’è la profondità”. Ogni citazione canora è un tuffo al cuore, ogni racconto e “confessione” non scivola mai nel banale e nello scontato (come quando Paolo Conte afferma che Jannacci è il più grande cantautore che l’Italia abbia mai avuto, cosa sacrosanta ed è bene che un genio come l’autore di Messico e nuvole ce lo rammenti): cosa si può chiedere di più a un omaggio sul filo della memoria, se non intelligenza, partecipazione e arguzia?

Sarà sugli schermi distribuito dalla Nexo per soli tre giorni, 28, 29 e 30 settembre, dopo la presentazione ufficiale all’ultima Mostra di Venezia, come Evento Speciale.

VOTO: (★★★★)