Paolo Virzì e Francesco Piccolo si raccontano, da My Name is Tanino a Notti magiche

A poche ore dall’arrivo nelle sale di Notti Magiche, film di chiusura dell’ultima Festa di Roma, il regista Paolo Virzì e lo sceneggiatore Francesco Piccolo sono stati i grandi protagonisti del secondo appuntamento di Maestri alla Reggia, giunto alla sua terza edizione, accolto in una gremita Cappella Palatina della Reggia di Caserta dove buona parte della famiglia di Piccolo, che gioca in casa, è arrivata per salutarlo. La rassegna realizzata dall’Università Vanvitelli vede la direzione artistica di Remigio Truocchio in collaborazione con Ciak, ed è organizzata da Cineventi.

MY NAME IS TANINO E IL GRANDE FRATELLO

Prima di presentare il backstage del loro ultimo film, il quinto realizzato insieme, i due hanno raccontato l’inizio di una collaborazione cominciata con My name is Tanino.

«Ci siamo incontrati quando avevo da poco pubblicato il mio primo libro – ricorda Piccolo – e Paolo mi aveva chiesto di scrivere la mia prima sceneggiatura. Non avevo mai scritto per il cinema, infatti, e temevo che la creatività fosse qualcosa che mettendo da una parte non potessi usare anche dall’altra. Ero dubbioso, ma Paolo insisteva per fare una “chiacchieratina”, e allora ci siamo visti a casa sua. All’epoca in tv c’era la prima edizione de Il Grande Fratello, quello con Pietro Taricone, anche lui di Caserta, come me. Lavoravamo al film e contemporaneamente guardavamo questo reality che per i tempi era un’assoluta novità».

Virzì aggiunge: «Quando ho conosciuto Francesco l’ho sentito subito come un fratellone. Veniva da Caserta ma era cose se fosse di Livorno con quel suo mix di umorismo e malinconia, il suo modo di non prendere mai le cose troppo sul serio. Da allora è passato del tempo e stiamo invecchiando insieme. Volendo citare Alberto Arbasino e la sua parabola dell’artista, le tre età sono: giovane promessa, solito stronzo, vecchio maestro. Noi due apparteniamo ancora alla seconda categoria, per cui l’incontro di stasera si dovrebbe chiamare “I soliti stronzi alla Reggia».

ROMA E IL MITO DEL CINEMA 

Virzì e Piccolo hanno poi ripercorso alcune tappe della propria carriera ricordando la Roma e il cinema italiano degli anni Novanta, l’ammirazione per i “mostri sacri” del nostro schermo, ma anche la voglia di dissacrarli con Notti magiche («solo se si ama qualcuno lo si può prendere in giro, e viceversa», dice Virzì), la situazione del nostro cinema oggi, il rapporto con la critica, il lavoro con gli attori, la vita sul set. E al pubblico hanno proposto sequenze tratte da film come My name is Tanino, Il capitale umano, Io la conoscevo bene e 8 ½ per raccontare il loro rapporto con i grandi maestri del passato e con il cinema di cui si sono nutriti.

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