La paranza dei bambini, Giovannesi: «Non volevo realizzare un “Gomorra junior”»

«Il tema che ha guidato la costruzione del racconto de La paranza dei bambini è quello della perdita dell’innocenza. Volevo mostrare la fragilità e l’incoscienza di ragazzi che vanno alla guerra rinunciando alla loro adolescenza. Era però necessario trovare la misura della violenza da mettere in scena, che nel libro è mediata dalle parole. Nel film tutto è in funzione di ciò che viene raccontato, lontano da tentazioni ricattatorie e spettacolarizzazioni fine a se stesse. Non volevo insomma realizzare insomma un Gomorra junior e ogni scena è costruita per restituire i sentimenti e le emozioni dei protagonisti». Con queste parole Claudio Giovannesi, accolto con grande entusiasmo dalla stampa internazionale e dal pubblico della Berlinale, parla del suo nuovo film, tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano, che firma anche la sceneggiatura insieme al regista stesso e a Maurizio Braucci.

Claudio Giovannesi: «Dal gioco si torna indietro, dalla guerra no»

«A illuminarmi però – continua il regista – è stato anche il pre-finale di Germania anno zero di Rossellini. Il mio film è tutto giocato sul binomio gioco/guerra e sulla non reversibilità di certe azioni. Dal gioco si torna indietro, dalla guerra no: a un certo momento i ragazzi sono chiamati a fare delle scelte. Volevo mostrare le conseguenze di certe decisioni, le chance che vengono date agli esseri umani, senza però sconfinare nella sociologia, nella denuncia. E senza fare un film su Napoli e il suo hinterland. Nel film abbiamo scelto di raccontare una generazione senza padri, costretta a colmare questa assenza».

Roberto Saviano: «Per i ragazzi della “paranza” le pistole sono la lampada di Aladino»

«Questa storia – aggiunge Saviano, anche lui a Berlino per presentare il film – racconta di una generazione per la quale a contare sono i soldi, i followers e l’aspetto fisico. Ormai quelli nutriti da questi ragazzini che vivono nel centro di Napoli, uno dei pochi a conservare un cuore popolare, non sono più desideri da ghetto, ma gli stessi di quelli dei coetanei nel resto del mondo. E le pistole sono la lampada di Aladino alla quale chiedere ogni cosa. I ragazzi hanno capito che la camorra è l’unica organizzazione a credere e a investire sui giovani, ai quali, per la prima volta, sono accessibili anche ruoli di comando. Chi decide di prendere questa strada accetta però un’aspettativa di vita che ci riporta al Medioevo. Per i “paranzini” è normale cioè morire in un’età compresa tra i 16 e i 24 anni. In questo mondo i genitori che non hanno più nulla da offrire ai propri figli perdono autorevolezza, diventano persone da proteggere o disprezzare. Ormai posso accadere a un mutuo per la casa proprio grazie ai loro figli che già a dodici anni gestiscono migliaia di euro e sono garanzia di guadagno».

 

Chi è Francesco Di Napoli, il protagonista scelto fra 4mila giovani

Scelto tra 4mila ragazzi per il suo volto dal quale traspaiono innocenza e candore, per l’innato talento e la conoscenza delle dinamiche criminali del quartiere («tre caratteristiche difficili da trovare nella stessa persona», dice Giovannesi), Francesco Di Napoli che interpreta il protagonista, Nicola, nella vita lavora in un bar del rione Traiano e dice. «Anche io avrei potuto diventare un “paranzino” e invece ho scelto di lavorare. Quelli come me sono considerati degli stupidi, ma io credo che gli sciocchi siano quelli che imboccano una strada senza uscita». Nel cast anche Ar Tem, Alfredo Turitto, Ciro Pellecchia, Ciro Vecchione, Mattia Piano Del Balzo, Renato Carpentieri, Viviana Aprea, Valentina Vannino, Pasquale Marotta, Luca Nacarlo, Carmine Pizzo, Aniello Arena, Roberto Carrano, Adam Jendoubi. Prodotto da Carlo Degli Esposti e Nicola Serra, in collaborazione con Sky Cinema e Timvision, il film è dal 13 febbraio nelle nostre sale distribuito da Vision.

«La paranza dei bambini è stata un’esperienza meravigliosa – dicono i ragazzi parlando alla stampa – ma torneremo a fare il lavoro di prima». Intanto si godono però le luci della ribalta, le emozioni del red carpet e degli applausi, l’affetto del pubblico e un ricevimento presso l’Ambasciata Italiana a Berlino che ha celebrato con orgoglio il cinema italiano.

La paranza dei bambini: tutte le foto del red carpet

(clicca per ingrandire – foto di Pietro Coccia)