Pesaro 56, una grande edizione

La 56° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema - a Pesaro dal 22 al 29 agosto - sarà una delle più “ricche” delle ultime stagioni: oltre ai 18 titoli in concorso, l'omaggio ai 90 anni di Montaldo e tante celebrazioni dei grandi protagonisti del cinema italiano.

Fuor di retorica, Pesaro 56, la Mostra Internazionale del Cinema (dal 22 al 29 agosto) che solo i pigri di spirito definirebbero “tradizionale”, pensando alla sua longevità (anzi, è proprio l’opposto, una delle pochissime a cercare di legare territorio e ricerca artistica d’avanguardia, storia del cinema e percorsi eccentrici tra le più disparate cinematografie del pianeta), sarà davvero una delle più “ricche” delle ultime stagioni. Alla faccia del Covid. E siano riconosciuti per questo, a prescindere, i giusti meriti alle istituzioni e al team artistico coordinato da Pedro Armocida.

Scioriniamo, citando dal prezioso lancio dell’ufficio stampa: «18 film in concorso d’ogni genere e formato (5 italiani in gara)», ovvero ricompattando tutto, lunghi, corti, opere prime, seconde o ulteriori, in un’unica competizione. il Premio Lino Micciché. Apre la kermesse – illustrata anche da un delizioso poster di Virginia Mori e da una sigla introduttiva “pasoliniana” di Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti – un concerto in memoria di Mirko Bertuccioli (musicista, amico e collaboratore del Festival che questa peste ci ha portato via), e poi cinema in piazza, cinema sulla spiaggia e un graditissimo e necessario omaggio-evento speciale dedicato ai 90 anni di Giuliano Montaldo.

Se in spiaggia animano gli eventi più popolari, tra cui ricordi di Fellini (con La voce della Luna) e Sordi, più focus sull’animazione italiana e un omaggio al talento appartato, gentile e “vero” di Corso Salani (filmaker di straordinaria limpidezza di sguardo e di coscienza) con il suo notevole Gli occhi stanchi, ci saranno gustose proiezioni in piazza, con eventi speciali piuttosto appetitosi e “raffinati”, tra cui Death of Nintendo che i curatori presentano come lo Stranger Things filippino, un curioso film russo, un musical d’animazione (!!): The Nose of Conspiracy of Mavericks di Andrzej Khrzhanovsky, la riproposta del capolavoro rock The Blues Brothers di John Landis in occasione dei suoi 40 anni (e chi se lo perde di nuovo su grande schermo e a tutto volume?), un incontro con Vinicio Marchioni qui regista del film Il terremoto di Vanja con protagonista Milena Mancini .

Non abbiamo ancora “sparato” i titoli in competizione, almeno quelli più interessanti. Rimediamo subito: tra i sette lungometraggi proposti, spicca l’animazione “heavy” e introspettiva del polacco Mariusz Wilczynski, Kill It and Leave This Town, la favola tragicomica di Um animal amarillo di Felipe Braganca e la giapponese Kaori Oda che rilegge antiche leggende maya con Cenote, più il documentario arty Il n’y aura plus de nuit di Éléonore Weber che “manipola” scene di guerra per un’autoriflessione sul cosa si vede veramente quando si guarda.

A giudicare “tutto”, una giuria di riguardo e livello, a partire dalla leggendaria attrice Ingrid Caven. Per omaggiarla verrà proiettata L’ombra degli angeli, 1976, di Daniel Schmid, su sceneggiatura di Fassbinder e la fotografia del Renato Berta, un grande dell’immagine europea, che non per caso è qui presente anche come giurato. Il team giudicante è completato dal citato Vinicio Marchioni e dall’animatore Virginio Villoresi.

Di Giuliano Montaldo, della sua carriera e dei suoi film, parleremo a parte in un altro servizio, mentre tra gli italiani a Pesaro, doveroso citare infine il documentario Il caso Braibanti, di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese, su un significativo processo, con scandalo politico-sociale e di costume che travolse uno dei più “eretici” intellettuali dei ’60, il partigiano, filosofo ed entomologo Aldo Brabanti, nonché Ape regina di Nicola Sorcinelli, realizzato in collaborazione con Emergency.